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Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese

di italiamedievale (06/05/2008 - 23:48)

A pochi giorni dalla presentazione del restauro della grande Croce dipinta duecentesca di Castiglion Fiorentino, è la volta di un’altro capolavoro anch’esso conservato nella Pinacoteca della cittadina toscana, ovvero la cosiddetta CROCE SANTA, una croce reliquiario del XIII secolo in argento dorato, filigrana, smalti, perle, gemme e pietre dure che contiene due sacre reliquie: un frammento della Santa Croce ed una spina della corona di Cristo. Restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze su incarico del Comune di Castiglion Fiorentino, proprietario dell’opera, la Croce Santa sarà esposta con opera lignea del XIV secolo, ed altri importanti materiali, prima di ritornare nella sua sede, dal 9 al 31 maggio 2008 in una mostra dal titolo: “Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese. Il restauro della Croce Santa e della statua lignea di San Michele” (Chiesa di San Filippo, Castiglion Fiorentino, AR).

Oltre alla Croce Santa saranno in mostra a Castiglion Fiorentino: il prezioso sigillo in cera vergine di Luigi IX e il reliquario ligneo seicentesco che conteneva la lettera di accompagnamento del dono delle reliquie, oggi perduta ma di cui rimane una copia notarile nel monastero di San Francesco a Prato, datata 1270. Entrambi sono stati ritrovati solo recentemente nella chiesa di San Francesco a Castiglion Fiorentino. Il reliquiario di bottega toscana, databile al terzo quarto del XVII secolo, conteneva oltre alla lettera perduta, nell’alloggio della base, il sigillo (mm. 80 ca.), staccato dal documento che in origine corroborava.  Sul lato recto, il sigillo mostra un sovrano seduto su un trono con teste di drago, i capelli ricci scendono da una corona ad incorniciare un volto piuttosto stilizzato. Il re indossa una veste a maniche larghe con un mantello bordato su cui s’intravede una decorazione a gigli di Francia. Nella mano destra stringe un giglio e in quella sinistra uno scettro. Sul verso del sigillo è raffigurato il giglio di Francia dentro un ovale. A causa delle cattive condizioni di conservazione, gran parte della scritta che correva lungo il bordo è andata perduta, rimane solo leggibile: “Francorum Rex”. Infine in mostra una scultura lignea (cm 205 x 40 x 40) raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il drago, in origine policroma e dorata, del primo decennio del XIV secolo.

Mostra: "Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese. Il restauro della Croce Santa e della statua lignea di San Michele”
Inaugurazione: 9 maggio 2008: ore 17.00 presentazione del restauro, ore 18.00 apertura mostra
Date: 10-31 maggio 2008
Orari: 10.00/12.30 – 16.00/18.30 – festivi chiusura alle 19.00
Sede: Chiesa San Filippo, Piazza del Collegio, Castiglion Fiorentino (Ar)
Ingresso: gratuito
INFO: Pinacoteca di Castiglion Fiorentino
Tel. 0575 – 657466 – 659457
sito: www.icec-cf.it.

Moda e cultura nella Sicilia medievale

di italiamedievale (05/05/2008 - 18:43)

Nell’ambito della Settimana Europea “Federico II e il sogno Europeo” che si svolgerà dal 5 all’11 maggio, il corso di laurea Dams dell’Università Kore, con il coordinamento della prof.ssa Alessandra Lo Piccolo, da un’idea di Vittorio Ugo Vicari e Maria Lina La China, presenta “Moda e cultura nella Sicilia medievale. Tessuti abiti e rappresentazione scenica del XII e XV secolo”.
L’inaugurazione della mostra avrà luogo mercoledì 7 maggio 2008, alle ore 18,30, presso la Galleria civica di Enna, alla presenza del Rettore dell’Università Kore, Salvo Andò, delle autorità locali e della presidente della Casa d’Europa, Cettina Rosso.
La mostra si articola in pannelli tematici corrispondenti e rappresentanti i diversi indirizzi del corso di laurea: la filiera produttiva tessile vestimentaria nel periodo tardo medievale europeo, con particolare riferimento alla Sicilia; estetica e rappresentazione scenica del corpo e del costume; ermeneutica della trasposizione cinematografica dei film di ambientazione storica nel suddetto periodo con realizzazione tecnica di un prodotto audiovisivo. A conclusione del progetto sono stati realizzati stendardi con le principali insegne ed emblemi araldici della Sicilia e della città di Enna, che verranno esposti durante le manifestazioni della settimana Europea. Particolare attenzione è stata data alla costumistica teatrale e alla cinematografica dell’epoca.
Straordinaria la partecipazione e l’entusiasmo di docenti Vittorio Ugo Vicari, Maria Lina La China, Andrea Rabbito, Barbara Lodato, Mauro Guarino che hanno coordinato il gruppo di lavoro composto dagli studenti: Claudia Accardo, Paolo Artino, Roberta Baio Mazzola, Gisella Cantone, Lino Chiusa, Roberta Di Grande, Rosalia Di Salvo, Elisa Domicili, Carmen Eliana Filippone, Angela Foresta, Ilenia Frangiamore, Patrizia Fundrisi, Eleonora Guarneri, Irene Izzia, Fiorella La China, Antonio La Spina, Genny Lo Verde, Giovanna Manetta, Mazzucchelli Valentina, Ester Simona Privitera, Cristina Roccuzzo, Daniele Russo, Luana Sgrò, Aurelio Vicari.
Docenti e studenti insieme hanno ripercorso, attraverso le loro attività laboratoriali, un itinerario storico particolarmente importante della città.
“L’Università attraverso “l’opera”degli studenti interagisce con il territorio, per il territorio ennese – dice Alessandra Lo Piccolo - sposandone la vocazione culturale, coerentemente con la “mission” dell’Ateneo. Università ed Enti locali hanno lavorato in sinergia, realizzando un sodalizio, credo, di grande ricaduta per entrambe le istituzioni coinvolte. Va riconosciuto il merito e il valore dei nostri studenti, (alcuni di essi ennesi d’origine ma non tutti), i quali con un impegno esemplare hanno dimostrato d’aver sviluppato un senso di appartenenza, oltre che competenze specifiche nel settore, che possono far ben sperare nelle generazioni future”.
La mostra sarà aperta al pubblico da mercoledì 7 a domenica 11 Maggio 2008. Orari di apertura dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 21.00.

Lo scrigno del Tesoro di San Nicola

di italiamedievale (04/05/2008 - 07:41)

Si inaugura lunedi' 5 maggio 2008 nella sala Murat di piazza dl Ferrarese a Bari, nell'ambito del Maggio Metropolitano, la mostra "Lo Scrigno del Tesoro di San Nicola" con la quale prendono il via gli eventi promossi dal Progetto Bamondo.net per l'internazionalizzazione del comparto Ict e societa' della conoscenza del Pit 3 che ospitera' ben 90 delegati esteri, provenienti da Russia, Romania, Stati Uniti, Marocco, Serbia, Montenegro e resto del mondo.

Interverranno monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, padre Damiano Bova, rettore della Pontificia Basilica di San Nicola, il sindaco Michele Emiliano, il rettore dell'Universita' Corrado Petrocelli, il direttore Regionale ai Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia Ruggero Martines, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Antonio Castorani. La mostra ricostruisce, attraverso l'apporto dell'indagine scientifica, gli anelli mancanti utili ad una lettura completa delle opere, quei tasselli che il trascorrere del tempo ha confuso e parzialmente cancellato.

Le opere, che coprono un arco cronologico che va dal XII al XVII secolo, sono state selezionate oltre che per il loro significato sacrale, per lo straordinario pregio storico artistico che le contraddistingue. Si tratta, infatti, di produzioni di atelier di orafi di formidabile perizia. Grazie all'utilizzo di sofisticati macchinari, il Dipartimento Geomineralogico dell'Universita' degli Studi di Bari, ha consentito di scoprire significative novita' rispetto alla natura di pietre e gemme, svelando anche tecniche dell'oreficeria medievale e 'restauri' antichi non noti alla storiografia. L'iniziativa e' il frutto di una collaborazione tra il Comune di Bari, la Basilica di San Nicola, l'Universita', la Direzione per i Beni Culturali della Puglia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, la Soprintendenza Psae della Puglia e il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio di Bari.

Le opere d’arte esposte in questa mostra, splendidi doni medievali di sovrani e di fedeli, capolavori dell’ingegno creativo dell’uomo, continuano ad incantare anche quando studiate e riesaminate, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate, mostrano aspetti e dettagli sorprendenti che ripropongono il tema del significato di “preziosi” con riferimento ad oggetti che testimoniano il sentimento dei devoti.

I risultati delle indagini scientifiche del Progetto “Analisi mineralogico-gemmologiche e caratterizzazione dei materiali di oggetti d’arte medievali del Tesoro della Basilica di San Nicola di Bari” cofinanziato dall’Università degli Studi di Bari e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, coordinato dal Prof. Eugenio Scandale, completano le conoscenze storico-artistiche con quelle relative ai materiali e sono pertanto utili per la ricostruzione della storia evolutiva che comprende anche rimaneggiamenti che questi hanno subito sotto forma di interventi di ogni tipo, fortuiti, occasionali o voluti. Attraverso questa iniziativa si rinnova l’impegno dell’Università di Bari a mettere competenze scientifiche di alta qualificazione a disposizione di Istituzioni diverse, al fine di contribuire alla valorizzazione delle testimonianze storiche, artistiche e religiose di cui è così fortunatamente ricco il nostro Territorio. Questa esperienza è ulteriore conferma dell’importanza della coniugazione dei saperi. La mostra rimarrà aperta fino al 31 naggio 2008.

A Rimini 'Exempla' artisti alla corte di Federico II

di italiamedievale (08/04/2008 - 06:19)

Sono molti gli artisti del Medioevo che, per i propri capolavori, hanno tratto ispirazione dalle opere greche o romane: un ritorno al classico, tipico dell’arte italiana del XIII secolo, che passava attraverso la ripresa di particolari moduli stilistici e iconografici detti 'exempla' (ovvero modelli), che gli artisti sceglievano e interpretavano sulla base della loro sensibilità. Una vicenda artistica raccontata dalle oltre cento opere esposte nella mostra 'Exempla', a Castel Sismondo di Rimini dal 20 aprile al 9 settembe 2008, ideata e curata da Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano e frutto di studi approfonditi che, in alcuni casi, hanno portato anche a nuove attribuzioni.

Grandi interpreti di questo ritorno all’antico sono gli artisti attivi alla corte di Federico II e nel cantiere del suo Castel del Monte, edificio enigmatico di cui, ancora oggi, si ignora la destinazione d’uso. Che fosse un castello difensivo, una reggia estiva o una postazione di caccia, è però certo che al maniero, poco dopo il 1240, si formò lo scultore Nicola Pisano per il quale l’antichità rappresentava un modello a cui guardare in termini assoluti. Così come lo rappresentava per Federico II che volle dare al proprio programma ideologico e di propaganda politica un volto, quello degli stilemi e dei materiali della tarda antichità romana e dei primi secoli del cristianesimo, recuperando il codice iconografico imperiale, in particolare augusteo.

Collezionista di opere d’arte classiche, Federico II si circondò quindi di artisti in grado di far rivivere l’arte antica nel suo nome, applicandola tanto alle grandi costruzioni quanto alle piccole realizzazioni come gioielli e cammei.

Grande interprete delle istanze culturali di Federico II fu Nicola Pisano, artista che si rifaceva ai modelli romani e del quale la mostra 'Exempla' esporrà alcune opere, tra cui la formella della fontana Maggiore di Perugia con la Lupa e Romolo e Remo. Pisano fu maestro del celebre scultore Arnolfo di Cambio, il cui classicismo era pervaso da una particolare sensibilità religiosa, come dimostra 'Cristo e dell’Animula della Vergine', anche questa esposta in mostra.

Il percorso espositivo si snoda attraverso sette sezioni. A partire dai precedenti normanni e romani che introducono il pubblico al tema della rassegna attraverso alcune opere che precedono quelle prodotte al tempo di Federico II al quale, invece, è interamente dedicata la seconda sezione (in cui ammirare cammei, monete, busti, sculture) e la terza, incentrata in particolar modo su Castel del Monte. Il percorso prosegue attraverso le opere di Nicola Pisano e del suo celebre allievo, Arnolfo di Cambio, tra i più grandi scultori del Duecento cui va il merito di aver avuto il coraggio di interpretare l’antico in modo del tutto personale.

La mostra non illustra solo la scultura, ma anche la pittura, quella romana nel secondo Duecento della quale è rimasto pochissimo, ma quanto basta per capirne la sintesi di gotico, bizantino e classico. Esposte opere di Pietro Cavallini, Jacopo Torriti e di un pittore romano degli inizi del XIV secolo. A chiudere il percorso le sezioni dedicate a Giovanni Pisano, personalità drammatica, proiettata verso il rinnovamento naturalistico gotico, e Andrea Pisano che introduce l’età di Giotto. Dal classicismo pacato, Andrea Pisano si rifà a 'exempla' greco-romani, dai quali assimila la purezza delle forme e l’equilibrio dei rapporti che intercorrono tra rilievo e fondo.

Vai al sito ufficiale della mostra.