ANTOLOGIA DI RESTAURI, AD AOSTA MOSTRA SU RECUPERI ARTISTICI
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Schegge di Medioevo
Dal 6 al 13 Maggio 2007
Genova
Schegge di Medioevo
In occasione della settimana della cultura, il gruppo storico genovese “Compagnia Balestrieri del Mandraccio” presenta una mostra dal titolo Schegge di Medioevo 1987 – 2007 Vent’anni in Compagnia. La mostra verte sulla storia ventennale della Compagnia e, attraverso di essa, sul Medioevo Genovese.
La mostra consta delle seguenti aree tematiche: Balestrieri e armati, Arti e mestieri, Vita quotidiana e alimentazione, Ludus (musica, danza e giochi). Ciascuna sezione verrà ampiamente descritta attraverso pannelli esplicativi e creazioni di quadri rappresentativi. A tutto questo fa da contorno una nutrita esposizione di riproduzioni di armi, di armature, abiti e accessori.
La settimana di esposizione è inoltre arricchita da un calendario di eventi che prendono la forma di “conversazioni” sui diversi tema della mostra, oppure di piccoli spettacoli e animazioni.
Per informazioni:
www.balestrieridelmandraccio.it
cell. 338 5757068
Dall'Ucraina a Trento la storia dei cavalieri delle steppe
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| Cimmeri, Sciti, Sarmati, Goti, Avari e Unni: popoli nomadi che, dal primo millennio avanti Cristo fino al Medioevo, hanno dominato le steppe sconfinate che si estendono dall’Asia all’Europa orientale, protagonisti della grande mostra archeologica “Ori dei cavalieri delle steppe: collezioni dai musei dell’ Ucraina”, allestita al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 1 giugno al 4 novembre 2007 grazie ai numerosi reperti affiorati in Ucraina. Gioielli, armi impreziosite dall’oro e dalle gemme, vasellame cerimoniale e molti altri simboli del potere dei cavalieri delle steppe, per un totale di circa 400 oggetti provenienti dai più importanti musei archeologici della Repubblica dell’Ucraina, potranno essere ammirati tutti i giorni, tranne lunedì, dalle ore 10 alle 18. Gran parte degli oggetti preziosi esposti in mostra, e datati all’interno di un arco cronologico compreso fra l’avanzato Neolitico (V-IV millennio a.C.) e lo sviluppo del Principato Rus’ di Kiev (secoli X, XI e XII d.C.), provengono dai kurgan, grandi sepolture a tumulo tipiche del ceto più elevato: qui, sono stati rinvenuti ornamenti per vesti e copricapi, orecchini, pendenti, bracciali, pettorali e spade che testimoniano anche i rapporti culturali esistenti con le civiltà urbane del Mediterraneo e dell’Asia, Greci, Romani e Persiani, e della peculiarità dell’arte e del gusto di questi popoli, ovvero la rappresentazione di animali reali e fantastici, ritratti in diverse pose, naturalistiche o stilizzate. Nella mostra, però, non ci sarà spazio solo per questi oggetti simbolo di potere e magnificenza, ma anche per gli altri aspetti della cultura dei nomadi: la vita a stretto contatto con la natura, la costante mobilità e il sapiente uso del cavallo, la ferocia e l’arte della guerra, l’ammirazione verso le creazioni dell’arte ellenistica. |
Museo della Ceramica Orvietana medievale e rinascimentale
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| Uno straordinario museo della Ceramica Orvietana medievale e rinascimentale, con circa 1500 pezzi esposti della collezione "Marco Marino", che ne comprende al momento duemila, alcuni ancora da restaurare: si trova a Orvieto in Via della Cava e costituisce, finalmente realizzato, il sogno di una vita di Marco Marino e della moglie Luisa Bentivoglio, noti antiquari orvietani. La ricca e pregiata collezione, tutta ricomposta con pazienza da Luisa, restauratrice di professione, è formata in prevalenza dagli scarti di due fornaci operanti giusto in Via della Cava, nei locali che ora ospitano il museo, dalla seconda metà del trecento fino a oltre metà cinquecento, ed è stata arricchita con acquisizioni di pezzi e maioliche riconducibili alle due fornaci. Un insieme per vari aspetti straordinario tra archeologia medievale e archeologia industriale, soprattutto per aver ricondotto alla città di Orvieto, con il ritrovamento del sito e dei suoi scarti, produzioni ceramiche che si ritenevano non autoctone. Fino a questi ritrovamenti, infatti, la conoscenza della produzione orvietana si fermava alla fine del trecento ed erano considerati di importazione i reperti di epoca successiva, che venivano ricondotti a Deruta o a Gubbio, se erano a quartiere o a lustro, forse anche per ragioni di mercato: l'Orvieto aveva infatti un prezzo più alto se trecentesco, il Deruta e il Gubbio lievitavano se cinquecenteschi. Un excursus, inoltre, di straordinario valore culturale, che permette una puntuale e vasta ricostruzione della simbologia ceramica decorativa in uso dal Medioevo al Rinascimento. La collezione "Marco Marino", esposta nel suo suggestivo spazio di 400 metri quadrati, è aperta al pubblico su prenotazione da parte di gruppi di visitatori, su richiesta di tour operator e di agenzie specializzate o di gruppi che vogliano organizzarsi in modo autonomo. Le visite sono guidate dai proprietari stessi, che mettono a disposizione dei visitatori le competenze di molti anni di studio e di esperienza. I coniugi Marino stanno ovviamente portando avanti un'attenta opera di promozione per lanciare e far conoscere a livello internazionale la straordinaria fornace in cui hanno investito passione e risorse e, parallelamente alle visite organizzate, propongono questo singolare luogo come cornice per l'organizzazione di particolari eventi: feste private, ricevimenti, presentazioni, mostre di artisti o artigiani e, in genere, manifestazioni a carattere culturale rivolte ad un pubblico selezionato. Per visitare virtualmente il museo e ammirare le immagini dei luoghi e dei reperti www.ceramicunderground.it. |







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