Archivio Giugno 2007
Le trame del Romanico incantano l'estate picena
di italiamedievale (29/06/2007 - 07:21)
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| Sabato 30 giugno 2007 si inaugura la seconda sezione della mostra "Le trame del Romanico", organizzata a Ascoli Piceno dall'Assessorato alla Cultura della Provincia in collaborazione con la Regione Marche. Dopo l'inaspettato successo della prima sezione allestita presso il Battistero di San Giovanni (visitata finora da almeno 7.000 visitatori), che ha attirato l'attenzione dei media, anche nazionali, soprattutto per l'esposizione di preziosissimi tessuti orientali del IX secolo, il percorso di valorizzazione del Romanico prosegue con un nuovo appuntamento che ha per titolo "San Vittore e le altre chiese romaniche" e sarà accolto, appunto, all'interno della splendida pieve urbana di S. Vittore di viale De Gasperi ad Ascoli Piceno, uno dei più importanti monumenti romanici del centro Italia, purtroppo quasi mai accessibile al pubblico. La mostra permette di leggere il tessuto architettonico medievale di Ascoli attraverso itinerari che, partendo dalla chiesa di San Vittore, si snodano per tutto il centro storico della città. La serata inaugurale di sabato 30 giugno si aprirà alle 21 con l'apertura della chiesa di San Vittore e con una visita del percorso espositivo guidata dallo storico ascolano Furio Cappelli. Seguirà, nella chiesa di San Gregorio Magno, un intervento dell'illustre professore Carlo Tosco, docente di Architettura al Politecnico di Torino sul tema "Paesaggi medievali". L'argomento della dissertazione è l'analisi della dimensione urbanistica medievale alla luce di una visione complessiva del contesto storico, economico e sociale del tempo. Il professor Tosco ha scritto volumi e saggi sulla storia dell'architettura e dell'arte medievale. Nei suoi testi, l'architettura non appare più come un fenomeno isolato, puramente artistico, ma piuttosto come un segno lasciato dal passato in grado di "raccontare" la storia delle popolazioni, la vita degli ordini religiosi, le ambizioni dei ceti aristocratici. La mostra rimarrà aperta fino al 16 settembre 2007. |
A BON DROYT. Spade di uomini liberi, cavalieri e santi
di italiamedievale (25/06/2007 - 08:04)
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| Venerdì 29 giugno 2007, alle ore 18, l'Assessore all'Istruzione e alla Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta Laurent Viérin inaugurerà, presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra A BON DROYT. Spade di uomini liberi, cavalieri e santi Si preannuncia come una raffinata e inedita iniziativa culturale quella prevista dal 29 giugno al 4 novembre 2007 al MAR Museo Archeologico Regionale di Aosta. La mostra A BON DROYT. Spade di uomini liberi, cavalieri e santi è, infatti, il frutto di un progetto espositivo, curato da Mario Scalini, che intende presentare quaranta tra le spade più belle e meglio conservate d’Europa, in grado di ripercorrere il senso che tale oggetto ha avuto nel tempo, dall’età del bronzo, passando per l’epoca romana, il Medioevo, fino al Rinascimento italiano. Il titolo dell’iniziativa prende spunto dal motto coniato da Francesco Petrarca per il matrimonio di Gian Galeazzo Visconti e Isabella di Valois e che compare sul ‘brieve’ che avvolge i gruppi di spade che figurano sul mazzo di tarocchi ‘Visconti’ miniati nella bottega dei Bembo alla metà del Quattrocento. Gli oggetti esposti, provenienti dai musei di Francia, Germania, Belgio, Austria e da molte regioni d’Italia, che testimonieranno fogge e decori dell’intera Europa (dalla Scandinavia alla Spagna, dalla Polonia alle isole britanniche), sono stati riuniti scegliendoli tra i meglio documentati e di indiscutibile antichità. Tra i pezzi di inestimabile valore che la mostra presenta, possiamo ricordare le armi appartenute a Re Renato d’Angiò, compagno d’arme di Giovanna d’Arco (sulla cui spada compare per la prima volta in assoluto l’effige della Pulzella d’Orléans), a Ludovico il Moro, al Gonfaloniere della Repubblica Fiorentina Giovanni de’ Medici, ad Estorre Visconti, a Bonarroto Bonarroti, progenitore dell’immortale Michelangelo. Per contestualizzare la forte carica simbolica di questi oggetti, segno di ricchezza, rango, potere, fede, e giustizia, sono stati approntati supporti multimediali e un ampio corredo iconografico in riproduzioni ma anche in originale, dalle preziose tavole del senese Luca di Tommè, realizzate nel 1374 e da poco rese note agli studi, sino al ritratto inedito di Alessandro Farnese, appena sposato all’erede al trono del Portogallo e che ostenta la spada con l’elsa d’oro donatagli da Filippo II di Spagna. Saranno esposte altre opere straordinarie, come il frontale dell’elmo del re Agilulfo, trovato in Valdinievole, o il grande scudo con San Giorgio dall’arsenale di Massimiliano I d’Asburgo a Vienna, così come la scoperta della sopravvivenza dei pomi in cristallo di rocca delle armi dei cavalieri templari nelle montature dei reliquiari medievali. Nei codici cavallereschi con le storie di Tristano e Lancillotto, provenienti dalle biblioteche nazionali di Firenze e Modena, si specchieranno gli armamenti difensivi coevi e gli sproni dorati tratti dalle sepolture gentilizie di Sant’Orso ad Aosta, del Duomo di Firenze, e di Vicenza, a testimoniare che la spada nella roccia, concretamente rappresentata da quella dell’eremo di Monteriggioni, che la credibile tradizione vuole appartenuta a San Galgano, fu molto di più che una fortunata invenzione letteraria. L’esposizione è un’iniziativa dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta ed è stata curata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, per l’organizzazione di Anonima Talenti. Il catalogo bilingue, italiano – francese è pubblicato da Silvana Editoriale. |
Margarete Von Tirol
di italiamedievale (23/06/2007 - 09:03)
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Il 29 giugno 2007 a Castel Tirolo verrà inaugurata la mostra MARGARETE VON TIROL, sulla celeberrima contessa Margarete, detta "Maultasch". Margarete (1318-1369), principessa regnante del Tirolo, rappresenta una tra le più celebri personalità femminili della storia del Tirolo, anche se buona parte della sua fama è riconducibile al suo soprannome di “Maultasch“ (“bocca a sacca”) il cui preciso significato rimane, del resto, tuttora non del tutto chiarito, nonché alla sua immagine gravemente distorta dalla successiva storiografia che suole descriverla quale donna dissoluta e sposa infedele e raffigurarla addirittura come una vera e propria megera di inaudita bruttezza. Ma era davvero così sfigurata e veramente visse una vita talmente dissoluta da meritarsi una nostra simile memoria? La sua biografia ci mostra un’immagine del tutto diversa: la vediamo da regnante medievale, sposa, madre e vedova, la cui vita, offuscata da pesanti rovesci di fortuna, si svolge comunque in maniera tutt’altro che „normale“. Ereditiera della contea del Tirolo, ad appena 12 anni viene data in sposa, per interessi dinastici, a Giovanni Enrico di Lussemburgo, figlio del re di Boemia e fratello del futuro imperatore Carlo IV. Dopo anni di sconsolato matrimonio si separa e pochi mesi più tardi si unisce a Ludovico di Brandeburgo, figlio dell’imperatore, provocando con tale atto in grave contrasto con tutte le convenzioni del tempo uno scandalo di portata „internazionale“. Pesanti furono gli effetti causati della conseguente scomunica pronunciata di fronte a tale matrimonio non legittimato dalla Chiesa e che per ben 17 anni gravò su di lei ed il suo Tirolo.
Fonte: www.casteltirolo.itDal 30 giugno al 19 novembre 2007 Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo Via del Castello 24 39019 Tirolo Tel +39 0473 220221 Fax+39 0473 221132 E-Mail: info@schlosstirol.it. |
Radici benedettine: la tradizione del lavoro monastico in mostra a Palazzo Marliani Cicogna
di italiamedievale (13/06/2007 - 07:49)
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| Dal 14 al 24 giugno 2007, nelle sale di palazzo Marliani Cicogna di Busto Arsizio (VA) sarà allestita la mostra “Con le nostre mani, ma con la tua forza. Le opere nella tradizione monastica benedettina”. L’interessante rassegna è stata curata dai monaci benedettini della “Cascinazza” (Milano) e dalla Fondazione per la Sussidiarietà, ed è stata presentata all’edizione 2006 del “Meeting per l’Amicizia tra i popoli” di Rimini. Attraverso un ricco repertorio di immagini, testi, documenti, fotografie, sono proposte all’attenzione del visitatore le realizzazioni più significative dovute ai monaci vissuti secondo la regola di San Benedetto, attraverso 15 secoli di storia europea. L’esposizione è articolata in sei sezioni, nelle quali viene descritto l’operato delle comunità monastiche nei vari campi della società europea: dalla costruzione dei monasteri e delle chiese, alle opere di carità destinate ai poveri e agli ammalati, dalle opere educative e culturali (il canto gregoriano, il lavoro di trascrizione dei classici antichi, l’arte), alla promozione del lavoro e dello sviluppo economico (con le opere nel campo dell’agricoltura e dell’allevamento o legate alla gestione delle acque), all’influsso positivo sull’organizzazione della vita sociale e sull’unità di popoli e culture. Un significativo approfondimento è inoltre dedicato all’esame di alcuni fattori che, dall’epoca moderna in avanti, hanno contribuito a separare sempre più la fede dalle opere nella cultura europea, mettendo sempre più in luce l’individualismo e il soggettivismo come matrice dell’operare. La mostra rimarrà aperta con i consueti orari: da martedì a sabato 15.00 – 19.00, domenica 10.00 - 12.00 / 16.00 - 19.00. Per prenotare visite guidate è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune, tel. 0331/390243 (ore 8.30 - 13.00). |
Archivio Giugno 2007






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