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Archivio Luglio 2007

Apocalisse l'ultima rivelazione

di italiamedievale (31/07/2007 - 15:07)

Una collezione di cento capolavori, raccolti dal Comitato di San Floriano di Illegio per appassionare al testo dell’Apocalisse, invitando a rileggere l’ultimo libro biblico attraverso la contemplazione di codici, pitture su tavola lignea, pitture su tela, sculture, oggetti di oreficeria, incisioni e disegni.
Le opere, realizzate tra il IV e il XX secolo, provengono dalle sedi museali più prestigiose d’Europa e degli Stati Uniti: tra i prestatori, i Musei Vaticani, il Louvre, il Centre Pompidou e il Musée de Cluny di Parigi, il Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Galleria Tret’jakov di Mosca, i Musei Nazionali di Budapest e Varsavia, la Basilica di San Marco di Venezia.
Nella Casa delle Esposizioni di Illegio, in Carnia (Friuli VG), si potranno ammirare, tra le altre, opere del Beato di Liébana e di Pedro Barruguete, Jacopo Bassano, Alonso Cano, Guido Reni, Albrecht Dürer, El Greco, Francisco Zurbaran, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico e molti altri, insieme ad una serie di preziose ed antiche icone russe e bizantine.
Il cuore della mostra sarà costituito da alcune opere di particolare importanza per la storia della rappresentazione artistica dell’Apocalisse. Anzitutto, la serie di sedici incisioni di Dürer tratte da Apocalypsis in figuris, la prima versione illustrata a stampa del testo che chiude la Sacra Scrittura; il San Michele che sconfigge Satana di Guido Reni; l’Immacolata di El Greco, ispirata dalla visione apocalittica della Donna vestita di sole; la copia, quasi coeva all’originale, del Giudizio Universale di Michelangelo; il maestoso Salvatore in trono, icona della scuola di Novgorod; le sculture del Romanico catalano e del Gotico francese; il libro Apocalypse, che raccoglie opere di sette artisti del Novecento, edito da Josef Foret nel 1961 e benedetto da Giovanni XXIII – furono prodotti un originale e sette copie soltanto, tutte scomparse tranne due: quella in mostra viene da New York –.
L’esposizione è stata inaugurata sabato 28 aprile, alle ore 16.00, dal Segretario di Stato di Sua Santità, l’Em.mo Card. Tarcisio Bertone, che ha incoraggiato la mostra con l’Alto Patronato della Santa Sede.
La mostra ha ricevuto anche l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Rimarrà aperta fino al 30 settembre 2007. Casa delle Esposizioni, Illegio (Tolmezzo - UD).
Visita il sito ufficiale della mostra.

Venezia e l’Islam 828-1797

di italiamedievale (29/07/2007 - 18:23)

Dopo Parigi e New York, approda a Venezia la grande mostra dedicata al rapporto tra la Serenissima e il mondo islamico.
Palazzo Ducale, il luogo - simbolo della città e della sua millenaria civiltà - ne è la sede ideale. Nata dalla collaborazione scientifica tra gli studiosi dell’Institut du Monde Arabe, Parigi, del Metropolitan Museum of Art, New York e dei Musei Civici Veneziani, è curata da Stefano Carboni, organizzata e promossa dal Comune di Venezia e dalla Fondazione di Venezia, con la partecipazione di Venezia Musei, di CNS (Consorzio Nazionale dei Servizi) e Teleart. Dal
28 luglio al 25 novembre 2007.
Le opere in mostra provengono da grandi istituzioni museali europee e americane e da collezioni veneziane prestigiose.
La mostra è integrata da un interessante itinerario in città “sulle tracce”di questo ampio intreccio storico e artistico e da una serie di eventi collaterali di approfondimento.
Fu sostanzialmente in virtù del rapporto con l’Oriente che Venezia divenne un grande impero marittimo.
Avamposto settentrionale bizantino nel sesto secolo, già tra il nono e l’undicesimo sviluppa le sue attività mercantili lungo le rotte del Mediterraneo, mentre acquisisce sempre maggiore indipendenza e autonomia. Nel frattempo, dal settimo secolo, a oriente, l’avanzata islamica si è fatta travolgente.
Ecco che allora, lungo le vie delle spezie e della seta, si avviano, tra i veneziani e il mondo musulmano, contatti commerciali che nel tempo si intensificheranno, coinvolgendo anche idee, stili di vita, cultura.
Venezia e gli Arabi, Venezia e i Mamelucchi, Venezia e la Persia, Venezia e gli Ottomani, Venezia e i Turchi: Venezia e l’Islam.
Sola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del Vicino Oriente, manterrà nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale, saprà comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane, pur nelle peripezie della storia.
Ma se Venezia si avvicina con rispetto e ammirazione alla cultura islamica, ne riceve in cambio altrettanto interesse: ecco che allora da un lato artisti e artigiani veneziani apprendono da quelli islamici tecniche, stili, materiali, decorazioni, dall’altro i mercati d’oriente importano manufatti veneziani che gli stessi sultani apprezzano e commissionano.
L’intento della mostra è far emergere e valorizzare questo importante gioco di specchi, che apre prospettive e spunti di enorme interesse sugli uomini di quei secoli, il loro spirito, la loro capacità di fare, il loro genio.
Il percorso espositivo è articolato in sezioni cronologico-tematiche che spaziano lungo mille anni di storia, dall’828 – data del leggendario trasferimento a Venezia del corpo di San Marco da Alessandria d’Egitto -, fino alla fine della Serenissima, nel 1797.
Gli esiti e le testimonianze dell’intenso rapporto tra le due civiltà, particolarmente fecondo dal XIV al XVI secolo, consentono alla mostra di espandersi in tutti gli ambiti della produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, cartografia, lavorazione dei metalli, vetri, gioielli, tessuti, tappeti, ceramiche e molto altro, in duecento opere di incredibile ricchezza e altissima qualità, che testimoniano reciproco influsso nella definizione ed evoluzione dei linguaggi artistici, intensità e continuità negli scambi, trasmissione dei saperi e delle tecniche, talento di artisti e artigiani, ma anche di commercianti e imprenditori, e, naturalmente, squisita abilità diplomatica.
Visita il sito della mostra
Prenota on-line la visita alla mostra.

I castelli del parmense e del piacentino

di italiamedievale (21/07/2007 - 08:10)

Si inaugura sabato 21 luglio 2007 alle ore 16,30 presso l’Auditorium San Francesco in Bardi la mostra fotografica "I castelli del Parmense e del Piacentino" - Un omaggio a Vito Fumagalli. La mostra, curata dal Centro Studi Valceno “Cardinale Antonio Samorè” e dalla fotografa Lorianna Lugli, consta di 100 pannelli fotografici ritraenti 35 strutture del Parmense e del Piacentino. Ma non solo. Il visitatore troverà oltre 200 immagini proiettate a schermo per una ulteriore piacevole visione con musica medievale di sottofondo.
A disposizione, oltre al fornito book-shop, anche il catalogo della mostra, che, oltre a costituire un pregevole ricordo della visita, rappresenta uno strumento turistico di snella consultazione.
Mostra: “I castelli del Parmense e del Piacentino” – Un omaggio a Vito Fumagalli.
Durata mostra: dal 21 luglio 2007 al 9 settembre 2007.
Giorni e orari di apertura: luglio solo week end, sabato 21 e domenica 22, sabato 28 e domenica 29 dalle ore 15 alle 19.
Agosto: Sabato 4 e domenica 5 dalle ore 15 alle ore 19. Da venerdì 10 agosto a domenica 26 agosto, la mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 19. Settembre: solo week end, sabato 1 e domenica 2, sabato 8 e domenica 9, dalle ore 15 alle ore 19.

"I segni dell'anima ad Acqualagna

di italiamedievale (13/07/2007 - 18:16)

Aprira' i battenti domenica 15 luglio 2007 la mostra ''I segni dell'anima. Un bestiario contemporaneo'' nell'abbazia di San Vincenzo al Furlo ad Acqualagna. La mostra, organizzata in collaborazione con l'amministrazione comunale, la Fabbrica della Chiesa della Cattedrale di Urbino e Sistema Museo, fonde, a distanza di secoli, l'arte religiosa medievale e quella contemporanea.

L'evento, pensato con Monsignor Davide Tonti, prende spunto dalla ricorrenza del millenario della nascita di San Pier Damiano, fondatore dell'Abbazia e fa riferimento al trattato ''De naturis animalium'', un'opera nata per facilitare lo studio dei misteri divini attraverso il ''Bestiario'', particolare categoria di libri che, nel medioevo, raccoglievano descrizioni di animali accompagnate da spiegazioni moralizzanti e riferimenti biblici.

La mostra propone opere di artisti che hanno rappresentato parte del bestiario e sara' conclusa, a settembre, da tre incontri sul monachesimo medioevale.

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