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Archivio Settembre 2007

Mostra fotografico-documentaria Boschi & Castelli

di italiamedievale (30/09/2007 - 15:17)

La storia medievale delle Valli Ceronda e Casternone, appartenute alla signoria dei visconti di Baratonia, rivive dal 6 ottobre sino al 25 novembre 2007 al Borgo Castello de La Mandria, il grande parco pubblico alle porte di Torino, in territorio di Venaria Reale, dove sarà possibile visitare la mostra Boschi & Castelli. Con l'ausilio di pannelli, plastici e installazioni multimediali, il percorso espositivo della mostra si snoda attraverso immagini, suoni e suggestioni lungo la strada medievale che collegava il castello di Rubianetta (i cui resti sono visitabili all'interno del Parco), alla rocca di Baratonia, da cui la famiglia dei visconti prese nome, toccando a metà strada il castello di La Cassa, centro di una curtis dei monaci di S. Michele della Chiusa. Nella ricostruzione delle vicende storiche e delle tematiche della vita quotidiana la mostra si avvale dei risultati di nuove ricerche condotte sul terreno e sui documenti d'archivio. Ampio spazio è dedicato alla ricostruzione dell'ambiente naturale, particolarmente suggestivo dato che il Parco ospita la più ampia fascia di foresta planiziale ancora esistente nella Pianura Padana. La mostra è arricchita da una sezione didattica con animazioni e "giochi medievali" appositamente rivolti ai ragazzi: dal "Gioco del Visconte" all'"Assalto del castello", dal tiro con l'arco al percorso botanico. A questa manifestazione parteciperanno gli arcieri del "Gruppo Storico Harcourt" di Fiano, con l'allestimento di un accampamento medievale ai piedi del castello, e la "Compagnia Balestrieri" di Roccapiatta. Alla festa di inaugurazione del 6 ottobre prenderà parte la compagnia "Il teatro del rimedio" con una suggestiva rappresentazione di ispirazione medievale, con la collaborazione del gruppo storico "I Signori di Rivalba". A coronamento e integrazione dell'evento espositivo, sabato 20 ottobre 2007, nella Sala Scudieri di Borgo Castello, è stata organizzata una Giornata di Studio patrocinata dal Centro di Ricerca sulle Istituzioni e la Società del Medioevo (CRISM) e dal Museo della Val Ceronda sulle tematiche connesse alla mostra, con approfondimenti affidati a medievisti di fama. In occasione di questa giornata sarà presentato ufficialmente al pubblico il crocifisso ligneo trecentesco della chiesa di S. Giuliano di Rubianetta, recentemente restaurato. Tutta l'iniziativa è a cura del Gruppo Archeologico Torinese.

"Vinum bonum vinum" - Cultura e civiltà del vino nell'arte medievale

di italiamedievale (21/09/2007 - 20:09)

A cura di Maurizio Padovan

L'inaugurazione della mostra avverrà sabato 6 ottobre alle ore 18.00 presso la Villa Greppi nel Ridotto della Sala Consiliare di Cernusco sul Naviglio e rimarrà aperta fino a sabato 13 ottobre 2007 con i seguenti orari:
lunedì e mercoledì: dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

martedì, giovedì e venerdì: dalle 9.00 alle12.30

sabato e domenica: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00

Il Medioevo è un’epoca di splendore per il vino e per la storia della viticoltura in Italia. Frutto del lavoro dell’uomo, il vino come l’acqua disseta e come il pane nutre. In un’epoca che ancora non conosce il the, il caffé e bevande alcoliche conseguenti alla scoperta dell’America, il vino costituisce un importante componente dell’alimentazione.

Fondamentale ingrediente della farmacopea e della preparazione dei cibi, il vino è consigliato perché “rende grassi e floridi, allontana i mali fisici, dà gusto alla vita, aguzza i sensi e rende l’uomo baldanzoso”. Per l’uomo medioevale, il vino è infatti un mezzo per l’evasione dei problemi quotidiani e la taverna è il luogo del piacere collettivo. In una città travagliata da carestie, epidemie, guerre ed inquisizioni, il vino è l’immagine della felicità, rappresentante della gioia e portatore d’allegria.

La produzione artistica tardogotica lombarda rappresenta una fonte unica e straordinaria per l’immagine del vino e della viticoltura nella storia. Preziosi libri Libri d’Ore, Calendari Astrologici e Libri dei Mestieri, ritraggono con dovizia di particolari, il lavoro dei campi e le attività quotidiane nelle diverse stagioni: la potatura della vite nel mese di marzo, la preparazione delle botti nella stagione estiva ed infine la vendemmia, la pigiatura e la svinatura nei mesi dell’autunno.

Attraverso la riproduzione di queste opere, la mostra ripercorre le principali fasi della viticoltura medioevale, illustra le influenze del vino sulla salute dell’uomo, descrive le virtù terapeutiche dell’uva, dell’agresto e dell’aceto, segue il lavoro dei cantinieri e dei brentatori, fino ad entrare nelle taverne e nelle osterie.

Ne risulta un quadro fantastico, dal quale emergono i molteplici aspetti della civiltà del vino illustrati secondo il gusto raffinato della società cortese dei secoli XIV e XV.

Per informazioni contattare
INFOURP 02.9278.444 - Ufficio Cultura: 02.9278.303 – 311

L'arte a Ferrara nell'età di Borse d'Este

di italiamedievale (20/09/2007 - 08:55)

Sempre citatissimi (i "ferraresi", l'"officina ferrarese"), ora finalmente sono in mostra a casa loro, a Ferrara, riuniti in nome di quel personaggio al quale devono gioie e dolori, Borso d'Este, signore della città dal 1450 al 1471, e al quale si deve una vicenda artistica che forse non ha equali nell'arte europea soprattutto per le ridottissime dimensioni territoriali da cui si espresse. Venti anni nei quali questa pittura a volte quasi "urlata" in forza di una decorazione ricercata ed eccentrica, fantasiosa e immaginifica, di una profondità potente e di una resa tattile dei materiali e dei particolari, di una espressività violenta, pungente e soave (Cosmè Tura), e viceversa di uno stile più "asciutto, morbido e plastico", dalla tavolozza "felicemente cromatica, naturalistica e potentemente prospettica" (Francesco del Cossa), risulta "espressione caratteristica ed esclusiva del signore e della sua corte". Quel Borso succeduto al colto fratello umanista Leonello col quale si era spento il "sogno di gestire lo Stato con gli intellettuali". Non era uomo di lettere e non amava il latino, ma la letteratura francese cavalleresca. Politico accorto, considerato il vero restauratore della dinastia, assicurò al ducato un lungo periodo di prosperità economica. Sono 150 le opere che documentano il cammino del "nuovo linguaggio" che si lascia alle spalle gotico padano e gotico internazionale nella Ferrara intorno al 1450. Un "brodo di cultura" cosmopolita, composto dalle medaglie e dai disegni del Pisanello che lanciano il ritratto all'antica onorando anche Leonello principe per appena nove anni, ma dominati dalla passione per l'antichità e la letteratura in cui si combinano gli ideali umanistici del principe e lo stile di vita signorile, sull'esempio della corte franco-borgognona. Le medaglie di Matteo dè Pasti (con l'Alberti). Le tavole col San Gerolamo di Jacopo Bellini e Bono da Ferrara quest'ultima "incredibilmente simile ai modi pittorici" del Pisanello al punto da essergli a lungo attribuita. E il successo delle medaglie di Sperandio da Mantova e di Jacopo Lixignolo con i ritratti di Borso e del potente astrologo di corte Pellegrino Prisciani.
"Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borse d'Este". Dal 23 settembre 2007 al 6 gennaio 2008. Ferrara. Palazzo dei Diamanti, corso Ercole I d'Este 21. Palazzo Schifanoia, via Scandiana 23. A cura di Mauro Natale. Comitato scientifico internazionale. Catalogo Ferrara Arte. Promossa da Comune e Provincia di Ferrara, Fondazione e Cassa di risparmio di Ferrara. Organizzazione Ferrara Arte.
Biglietto unico per le due sedi: intero 10 euro (presentando il biglietto ferroviario per Ferrara biglietto ridotto 8 euro, non cumulabile con altre riduzioni); ridotto 8; gruppi (almeno 15 persone) 8; scuole 4.
Orari: tutti i giorni compreso il lunedì. Palazzo dei Diamanti 9-19; Palazzo Schifanoia 10-20. Le biglietterie schiudono 30 minuti prima.
Informazioni e prevendita biglietti: call center "Ferrara Mostre e Musei", Palazzo dei Diamanti, 0532-244949; fax 0532-203064. www.palazzodiamanti.it.

La storia del libro attraverso i manoscritti

di italiamedievale (18/09/2007 - 17:24)

Nell'ambito del XII Congresso Internazionale di Filosofia Medievale, la Biblioteca regionale «Alberto Bombace» diretta da Gaetano Gullo ha allestito nel Salone di Lettura una straordinaria mostra di manoscritti e incunaboli decorati che rappresentano tappe significative della storia del libro. Siamo di fronte ad una miniera di rarità provenienti dai fondi dell'Abbazia di San Martino delle Scale, dall'ex Collegio Massimo dei Gesuiti di Palermo, dalla Congregazione dell'Oratorio di Palermo e da casa Professa. I monasteri e le congregazioni religiose hanno sempre rivestito un ruolo essenziale, si può dire unico, per la conservazione e la diffusione della cultura.

Da ricordare che la prima biblioteca aperta al pubblico in Sicilia si deve ai Padri Filippini della Congregazione dell'Oratorio, inaugurata nel 1647. Il percorso espositivo si apre con «Anicius Manlius Torquatus Severinus Boethius, De consolatione philosophiae». Si tratta di un manoscritto del XV secolo, vergato in scrittura umanistica con iniziali semplici in rosso e azzurro, con note interlineari e marginali.

Si passa da una rarità all'altra. Tra i lavori lasciati da Johannes Gallensis spicca «Summa collectionum, sive Communiloquium». E' un manoscritto membranaceo della prima metà del XV secolo, vergato in scrittura gotica, che rientra nel movimento del gotico internazionale a cui la miniatura spagnola diede un notevole contributo. I minii di due mani di scuola valenziana nel loro virtuosismo e nella varietà disegnativa e cromatica precorrono il surrealismo di Hieronymus Bosch. Il volume cartaceo faceva parte dell'immensa biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti di Palermo. Dello stesso autore «Communiloquium; Ordinarium vitae religiose».

Il Santo Thomas Aquinas ha dato vita nel 1496, al volume «De ente et esentia», edizione Alessandro Calcedonio. Siamo di fronte ad una stampa in caratteri gotici con lettere d'attesa. L'opera è caratterizzata da un ritratto xilografato di san Tommaso d'Aquino.

L'esposizione è visitabile fino a sabato 22 settembre 2007 dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 18,00; sabato dalle 9,30 alle 12,30.

Archivio Settembre 2007