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Archivio Dicembre 2007

Il genio di Leonardo in mostra a Napoli

di italiamedievale (29/12/2007 - 08:15)

Quaranta "macchine" partorite dalla fantasia geniale e inesauribile di Leonardo Da Vinci sono state riprodotte fedelmente e sono in mostra gratuitamente a Napoli, presso la sala dorica di Palazzo Reale. L'esposizione, rivolta soprattutto agli alunni delle scuole, è frutto del lavoro, cominciato dodici anni fa, di due appassionati studiosi, Carlo e Gabriele Niccolai, i quali, in collaborazione con l'associazione culturale Homo Millennium, hanno studiato attentamente le carte vergate da Leonardo e riprodotto nella giusta scala, utilizzando per quanto possibile materiali simili agli originali, le invenzioni del celebre artista e scienziato.

Le macchine, che spaziano da usi impensabili per il tempo come le celebri invenzioni per il volo a finalità ben più pratiche, come l'esigenza di misurare, controllare i fluidi, fare la guerra, sono state realizzate con l'aiuto di esperti artigiani, dal momento che il loro funzionamento dipendeva soprattutto dalla cura con cui erano realizzate. La mostra, che resterà aperta fino al 2 marzo 2008, può essere visitata tutti i giorni (a eccezione del mercoledì), dalle 8 del mattino alle 18. Il pubblico potrà anche assistere a uno spettacolo teatrale, curato dalla compagnia Le Nuvole, dal titolo Certi sogni possono appartenere a tutti. La prenotazione in questo caso è obbligatoria, chiamando l'848800288.

Le vie storiche bergamasche

di italiamedievale (28/12/2007 - 08:17)

La mostra verrà aperta sabato 29 dicembre 2007 alle ore 11, ma resterà visitabile addirittura fino al 15 settembre 2008. Un lasso di tempo enorme, rispetto a quanto sono abituati i visitatori delle esposizioni, collezionistiche e non. Merito del Museo dei Tasso e della storia postale di Camerata Cornello (Bergamo): sotto i portici di Cornello dei Tasso, nella sala Mercatorum, propone “Da Bergamo all'Europa. Le vie storiche Mercatorum e Priula” (ingresso libero, orari: da mercoledì a sabato 14-17, domenica 10-12 e 14-18, visite guidate su appuntamento).

L'iniziativa trova quindi sede nel borgo intitolato alla famiglia per secoli protagonista del sistema postale europeo. Intende - spiegano i promotori - “organizzare in forma unitaria e sintetica, ma il più possibile completa, la considerevole mole di contributi di carattere storico, scientifico e descrittivo dedicati all'argomento, fornendo inoltre elementi documentari inediti. Vengono puntualizzate alcune problematiche inerenti all'origine e alla dislocazione delle principali strade esistenti già nel Medioevo, ne viene seguita l'evoluzione nei secoli, illustrato il ruolo da esse svolto nei collegamenti tra la città, la valle Brembana e le terre d'oltralpe e sottolineato il contributo non trascurabile fornito allo sviluppo delle comunità locali”.

Connesso all'allestimento vi è un libro, curato da Tarcisio Bottani e Wanda Taufer (176 pagine, 15,00 euro). È intitolato come la mostra e verrà presentato all'inaugurazione.

Percorso e volume “propongono anche una breve rassegna delle vie di accesso da Bergamo alla valle Brembana attive prima della costruzione della Priula e alternative o complementari alla più nota via Mercatorum”. Erano mulattiere o addirittura semplici sentieri, che si inoltravano nella valle seguendo a ritroso il corso del Brembo sulle due sponde e superando non senza difficoltà gli impervi ostacoli rappresentati dagli strapiombi della Botta, dalle strettoie di Sedrina, dai “serrati” del Cornello e da diversi altri luoghi di non agevole accesso.

Secrets of the Vatican

di italiamedievale (18/12/2007 - 08:19)

Alcune delle piu’ importanti riproduzioni di testi e mappe conservate nella Biblioteca Apostolica Vaticana, nell’Archivio Segreto Vaticano e nei Musei Vaticani, sono da oggi esposti al pubblico in una mostra ‘Secrets of the Vatican’ ospitata dal Marriott Grand Hotel Flora di Roma, in occasione del suo centenario. “Secrets of the Vatican” e’ un viaggio tra le opere che hanno segnato le grandi scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato il sapere umano. I tomi e la cartografia scelta per questo percorso espositivo sono riproduzioni autentiche tirate in edizione limitata dalla Casa Editrice Belser di Stoccarda che collabora da 25 anni con la Biblioteca Apostolica Vaticana. Le preziose opere sono destinate esclusivamente a collezionisti e ai maggiori centri di cultura e ricerca internazionali. La Carta di Tolomeo (II Sec.) in mostra e’ una delle 27 tavole contenute nella ‘Cosmographia’ di Claudio Tolomeo (in mostra), che rappresenta il codice che ha dato origine all’atlante. Il Planisfero di Andreas Walsperger, invece, e’ datato 1448 e raffigura Europa, Asia ed Africa con al centro la Citta’ di Gerusalemme. Tra i documenti dell’Archivio Segreto Vaticano, spicca, con il suo sigillo laminato in oro puro, il Munificentia Venetiarum, una testimonianza del panorama storico-politico della Venezia dei Dogi nel XVI secolo. Realizzata, invece, tra il 1480 ed il 1495, la Divina Commedia di Dante illustrata dal Botticelli e conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Oltre cento pergamene raccolte in volume che contengono una parte dei disegni di Sandro Botticelli che accompagnano i versi danteschi. L’opera, commissionata al pittore da Lorenzo de’ Medici, non venne completata. Un vero tesoro di miniature in oro e’ il Codice Benedettino che rappresenta l’apice dell’arte grafica medievale. Realizzato nel 1070 nel Monastero di Montecassino rappresenta l’affascinante collegamento tra lo stile italiano del secolo XI e la tecnica pittorica bizantina. ‘Le opere esposte che riproducono fedelmente gli originali conservati dalle istituzioni vaticane - sottolinea Ferdinando Santoro, presidente di Scrinium - per la prima volta potranno essere ammirate in una esposizione aperta al grande pubblico. Solo pochi ricercatori hanno avuto modo di visionarle cosi’ da vicino come accadra’ al Flora. Si tratta di autentici tesori dalla grande valenza storico-scientifica’. Per Salvatore Naldi, presidente del gruppo SNG-Marriott, questa mostra chiude con successo le celebrazioni del centenario dell’albergo. La mostra rimarra’ aperta fino al 6 gennaio 2008.

“Salerno Città Templare”, mostra fotografica a Palazzo D’Avossa

di italiamedievale (08/12/2007 - 07:12)

Una mostra fotografica sui simboli templari presenti nella nostra città ma anche una panoramica sulla storia di Salerno e sul reale contributo che talune civiltà hanno fornito al suo sviluppo. “Salerno, città templare?” è il titolo del lavoro curato da Luciano Guasco e dall’associazione “L’Ottagono” nel corso di una lunga ricerca sviluppata in questi anni. La mostra, che presenta foto di reperti presenti a Salerno ma del tutto sconosciuti anche a molti esperti, inizierà sabato 8 dicembre 2007 presso Palazzo D’Avossa, in via Botteghelle. Ogni giorno, fino al 6 gennaio 2008, dalle ore 19 alle 22 sarà possibile visitare i locali dello storico complesso cittadino e prendere visione delle suggestive immagini che sono state raccolte da Luciano Guasco.
La mostra fotografica “Salerno Città Templare?” prende spunto dalla scoperta, all'interno del Duomo di Salerno, della tomba di un Gran Maestro Templare risalente all'anno 1111, ben sedici anni prima dell'istituzione dell'Ordine dei Templari in Francia, come supposto fino ad oggi. Luciano Guasco con l' Associazione “L'Ottagono”, dopo anni di ricerche e ritrovamenti, ipotizza la nascita dell' Ordine dei Templari proprio a Salerno. La stella a otto punte, simbolo dell'Ordine, è presente in numerose costruzioni dell'epoca.
Il numero otto, simbolo chiaramente paleocristiano, si mostra ricorrente sui portali di Salerno e dunque su stazionari medievali, plutei e paracarri. Ciò riporta, dunque, allo studio della simbologia paleocristiana menzionata poco prima. A ripercorrere il numero otto è il doppio quadrato, dalle quattro facce doppie intersecate tra di loro, presente nella Chiesa dei Leoni a Umm Al-Rakas - Kastron Mefaa, in Giordania, risalente al VI sec. d.C. e nella Chiesa di Santa Sofia a Istanbul. Identico simbolo, viene ritrovato alle spalle di Federico II rappresentato sul frontone della Sede Centrale dell' omonima Università di Napoli. Cosa significa, dunque?
Il doppio quadrato, ritrovato anche all'interno del Duomo stesso, dimostra che v'era una doppia filosofia ricorrente nella Salerno del tempo. Una è quella Ippocratica, alla base del pensiero guida della Scuola Medica Salernitana, e una è quella Platonica e Pitagorica, ovvero dualistica. Possiamo infatti vedere come anima e corpo impersonificano i due quadrati, in un dualismo materiale e immateriale. Ciò si lega, a sua volta, a quanto riporta il pensiero dei Militi Christi. “Il mio lavoro – spiega Luciano Guasco – mira anche a riscoprire le origini di Salerno per portare alla luce la vera storia della presenza longobarda e l’importante ruolo recitato dalla nostra città in taluni contesti”.

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