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Archivio Dicembre 2008

Quegli antichi codici bobbiensi

di italiamedievale (20/12/2008 - 09:14)

Ci sono tesori sconosciuti, sepolti tra gli scaffali segreti di biblioteche dimenticate; immagini fiorenti e delicate, miniature preziose e flebili tracce di un'epoca infinitamente lontana eppure profondamente affascinante. Sono codici e pergamene del Medioevo, reperti di valore oltre che di rara bellezza che spesso si celano fra le legature dei manoscritti; e che saranno esposti nella mostra dal titolo "Codex. Manoscritti liturgici degli Archivi storici diocesani di Bobbio (secoli X-XVIII)" visitabile nella Casa dell'arte al teatro, nel palazzo Scotti di San Giorgio in via Verdi 42 a Piacenza da sabato 20 dicembre 2008 a domenica 11 gennaio 2009 (orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19.30; chiuso il 24, 25 e 31 dicembre e 1 gennaio. Per visite guidate si può contattare 334.9838136 o 339.5612475).
L'esposizione è stata presentata nella sede dai coordinatori Maurizio Caprara, Francesco Libè e dalla curatrice Leandra Scapaticci.
«E' un'idea nata quattro anni fa» ha spiegato Caprara, «con gli studi svolti dalla ricercatrice Scapaticci su alcuni frammenti da lei ritrovati negli Archivi storici diocesani di Bobbio»; e a seguire in effetti è stata una pubblicazione, intitolata "Codici e liturgia a Bobbio. Testi, musica e scrittura (secoli X ex. - XII)" e edita lo scorso anno dalla Libreria editrice vaticana. Si pongono così le basi per l'iniziativa, ideata dal direttore degli Archivi storici diocesani don Angiolino Bulla e dallo stesso Caprara con il patrocinio della diocesi di Piacenza-Bobbio, del Comune di Piacenza ed il sostegno degli Archivi storici diocesani e dell'Archivio di Stato cittadino; fra i promotori ci sono anche la Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna, il Lions international club Distretto 108 Ib3 Comitato cultura e arte, i Lions clubs della IV circoscrizione, la Casa dell'arte al teatro ed il contributo di alcune aziende private i cui titolari sono soci Lions.
Quattro anni di ricerche e studi hanno portato ad importanti scoperte: «Per lungo tempo si è creduto che a Bobbio non fosse rimasto più nulla» ha spiegato la Scapaticci, «perché oltre a secoli di saccheggi e spostamenti, i fondi della biblioteca erano stati trasferiti a Torino, a Milano e nella Biblioteca apostolica vaticana». La realtà invece era molto diversa. Ha aggiunto la studiosa: «Ho rivenuto dei frammenti riutilizzati nelle legature di raccolte documentarie e alcuni codici che sono risultati originari del monastero di San Colombano di Bobbio». Dunque un lavoro accurato di identificazione, datazione e catalogazione di manoscritti in gran parte medioevali: «I più antichi risalgono al decimo secolo» ha continuato la Scapaticci, «c'è poi una splendida iniziale miniata del Duecento e qualche documento del Seicento e del Settecento».
E' allora un repertorio ricco e tutto da scoprire, quello della mostra realizzata con l'ausilio del comitato scientifico costituito non solo da don Bulla, ma anche dai docenti Giacomo Baroffio ed Emma Condello, rispettivamente dell'università di Pavia e della Sapienza di Roma. A ridestarsi è l'interesse per un cenobio che, sin dalla fondazione intorno al 613 del monaco irlandese Colombano, non è solo stato un centro propulsore in ambito piacentino, ma anche bacino della cultura medioevale europea e protagonista dell'esperienza monastica che ha segnato irreversibilmente l'Occidente.

I Codici minerari: Statuti europei a confronto

di italiamedievale (03/12/2008 - 19:22)

Si inaugura oggi 4 dicembre 2008 (fino al giorno 21) presso il Palazzo dell’Abbondanza a Massa Marittima – in contemporanea con Iglesias – la mostra su “I Codici minerari: Staturi europei a confronto”.
La manifestazione  si propone di riunire per la prima volta alcuni dei più preziosi ed interessanti documenti che hanno caratterizzato nel Medio Evo la legislazione in materia di attività estrattiva in Europa. Un evento che riunirà studiosi provenienti dal Vecchio Continente e che avrà la singolare prerogativa di svolgersi in simultanea in Sardegna e in Toscana attraverso una mostra “gemella” nelle due città e un convegno internazionale che si svilupperà in due sessioni: la prima, il 4 e il 5 a Iglesias, la seconda con le conclusioni domenica 7 dicembre a Massa Marittima.
Il simposio è organizzato dal Parco Nazionale Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane e dal Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, in collaborazione con i comuni di Massa Marittima e Iglesias, la Camera di Commercio di Grosseto e il patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali. Nella mostra e durante le giornate di studio verranno esposti e presi in esame i seguenti documenti:
- Le Tavole di Vipasca (Aljustrel in Portogallo), risalenti all’età adrianea (117-138 d.C) e relative al distretto minerario dell’antica Vipasca,
- gli Iura seu Statuta Illaviae civitatis cioè lo statuto della città di Iglau, ora Jihlava nella Repubblica Ceca, risalente alla seconda metà del XIII sec. e contenente articoli relativi al diritto minerario che servirono da base per
- lo Ius Regale Montanorum della città di Kutna Hora, sempre nella Repubblica Ceca, elaborato intorno alla fine del XIII secolo anche grazie al contributo del giurista italiano Gozzo da Orvieto.
Per l’ambito italiano la millenaria cultura mineraria di alcune zone d’Italia è ampiamente e degnamente rappresentata da alcuni documenti di epoca medievale ed in particolare
- dal Liber de Postis Montis Arçentarie inserito nel prezioso Codex Wangianus, custodito nell’Archivio di Stato di Trento, e risalente all’inizio del XIII secolo ma contenente anche documenti antecedenti.
- dagli Ordinamenta super arte ramerie et argenterie inserito, quale IV Partizione, nello Statuto di Massa Marittima, denominato Statuto Grosso, risalente alla fine del XIII secolo e conservato nell’Archivio di Stato di Firenze.
- dal IV Libro del Breve di Villa di Chiesa, lo statuto della città di Iglesias, risalente anch’esso alla fine del XIII secolo ma a noi giunto nella sua versione Trecentesca e custodito nell’Archivio Storico Comunale della città.
Per l’occasione, il 4 dicembre, le Poste Italiane effettueranno un “doppio annullo speciale” postale in contemporanea a Iglesias e Massa Marittima. Lunedì 8 dicembre, infine, verrà aperto in anteprima il nuovo Centro di documentazione sui Castelli minerari medievali del Parco Nazionale delle Colline Metallifere, realizzato in sinergia con la Comunità Montana e il dipartimento di archeologia medievale dell’Università di Siena.

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