Archivio Febbraio 2009
''Giotto e il Trecento. Il piu' Sovrano Maestro stato in dipintura''
di italiamedievale (13/02/2009 - 07:55)

“Una grande mostra. Un evento culturale che per le opere esposte e la loro quantità può essere considerato unico”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, descrive il grande evento di arte che Roma si appresta ad ospitare: 'Giotto e il Trecento', la mostra prevista al Vittoriano dal 6 marzo a lunedì 29 giugno 2009. “Non è solo un evento culturale – aggiunge Bondi – ma anche un evento civile e democratico. Infatti, guardare un quadro di Giotto ci fa diventare certamente dei cittadini migliori. Parlare di Giotto è quindi cercare di ritrovare le sorgenti più profonde della nostra società”.
Ad oltre settanta anni dall’ultima grande mostra sull’artista allestita agli Uffizi nel 1937, questa di Roma è la prima grande mostra realizzata fuori Firenze. Oltre 150 opere, 20 delle quali direttamente eseguite da Giotto, tutte di altissimo livello raccolte per la prima volta per ripercorrere nella sua interezza il percorso figurativo giottesco. Polittici, opere su tavola, sculture, manoscritti e oreficerie di pregio danno l’idea di Giotto non solo pittore, ma come lo descrive Louis Godart, consigliere per la conservazione del Patrimonio artistico della presidenza della Repubblica, un “artista europeo che riesce a trasmettere il messaggio sereno di un cristianesimo appagante”.
“Giotto è uno dei più grandi esegeti, prima che uno dei grandi pittori – spiega Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura - Attraverso questa mostra si può ritrovare il disegno, la prospettiva della nostra identità anche per i non credenti. La teologia e la religione hanno bisogno di ristabilire quella alleanza feconda con l’arte perché arte e fede sono sostanzialmente sorelle”.
La mostra è stata anche l’occasione per importanti restauri che verranno presentati in anteprima assoluta, come quello del Polittico di Badia di Giotto dal Museo degli Uffizi. Ma soprattutto, con questa iniziativa si vuole ricostruire la situazione artistica italiana tra l’ultimo decennio del XIII secolo e prima metà del XIV, attraverso gli spostamenti di Giotto avvenuti in ben otto regioni italiane lasciando in ognuna le sue indelebili tracce anche nel tratto artistico degli artisti che lo hanno conosciuto.
Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Lazio, Campania sono questi i luoghi dove, da ambasciatore della cultura di Firenze, lascia testimonianze della sua arte. E numerosi gli artisti giotteschi. Da Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti; gli scultori come Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio; tra gli orafi Guccio di Mannaia, Andrea Pucci Sardi; tra i miniatori Cristoforo Orimina e il Maestro del Codice di San Giorgio. Tutti rappresentati nella mostra romana con opere che provengono dalle più importanti istituzioni museali ed ecclesiastiche sia italiane che straniere.
Inoltre, in occasione della grande mostra romana dedicata all’artista simbolo del Medioevo nasce ‘L’altro Giotto’, un progetto di comunicazione integrata con le altre Regioni dove l’artista ha svolto la sua attività. Non solo. L’Enit utilizzerà l’immagine ufficiale della mostra per varie iniziative sui mercati internazionali in cui opera ed organizzerà educational tour, rivolti alla stampa straniera. “Oggi il mondo intero pone la cultura tra le motivazioni principali del grande fenomeno dei viaggi – spiega Matteo Marzotto, presidente dell’Enit – La prestigiosa offerta culturale fatta di città d’arte, circuiti archeologici, manifestazioni storiche o religiose ci permette di giocare una carta prestigiosa sui mercati internazionali per la promozione di tutte le nostre risorse artistico-culturali”.
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