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1087: I costumi della tradizione

di italiamedievale (20/04/2009 - 09:47)


Alla Sala Murat di Piazza del Ferrarese a Bari torna dal 6 al 17 maggio 2009 “1087: I costumi della traslazione" la mostra sui costumi della Bari dell’XI secolo, epoca dell’arrivo in città delle reliquie di S. Nicola, ‘rivissuta’ attraverso i magnifici abiti realizzati dalla Artelier Casa d’Arte di Bari. Nell’intento di celebrare la cultura cosmopolita di cui il Santo di Myra può considerarsi un simbolo, è stata concepita questa esposizione che lo scorso anno, accanto a quelli di alcuni dignitari, ha avuto al suo centro soprattutto i costumi dei marinai che fecero l’impresa della traslazione dal Medio Oriente in Puglia delle spoglie del Santo. Quest’anno saranno invece protagonisti 30 costumi delle famiglie nobili bizantine e normanne che a suo tempo furono presenti sul territorio, oltre a quelli di alcuni rappresentanti del clero bizantino (gli ‘igoumeni’). Non mancherà tuttavia la riproposizione di alcuni esemplari già apparsi nella precedente mostra, per un totale di 70 elementi.

Nella preparazione di questi costumi, disegnati da Luigi Spezzacatene e realizzati quali prodotti di finissimo artigianato, è stato profuso un notevole impegno che ha coinvolto maestranze rigorosamente baresi, in un’ottica di valorizzazione delle risorse e dei talenti del territorio.
La produzione è stata preceduta da un attento studio, che lo stesso ideatore della esposizione, il costumista Spezzacatene, avvalendosi del supporto di valenti studiosi ha condotto sulle fonti storiche e iconografiche. In particolare sono stati consultati gli Exultet I, II, III della Cattedrale di Bari, il Codice Cassinese, il Codice Diplomatico Barese, il “menologion” del dittico del monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai, varie icone processionali e l'arazzo di Bayeux. Preziosa è stata la consulenza del prof. Nino Lavermicocca, già direttore archeologo della Soprintendenza Archeologica della Puglia. Da altre numerose fonti hanno invece tratto ispirazione le musiche originali, per l’occasione composte da Vito Armenise.
L’attività di studio che ha preceduto la mostra avrà ampia parte nei testi che arricchiscono il Catalogo della Mostra intitolato “1087: I costumi della traslazione – Normanni e bizantini” (ed. Pagina), curato da Luigi Spezzacatene. E’ una pubblicazione che documenta infatti il prezioso lavoro di ricerca preliminare e che all'eleganza delle immagini accosta approfondimenti critici di illustri studiosi e personaggi dell'ambiente culturale barese. L’opera è a tiratura limitata di 500 copie tutte numerate a mano, di cui solo 150 arricchite da un prezioso sigillo ceramico riproducente l'originale in piombo dell'abate Elia, custodito presso l'Archivio della Basilica di San Nicola di Bari. I sigilli sono stati realizzati con cura artigianale dagli allievi della scuola elementare “Corridoni” sotto la direzione di Spezzacatene all'interno di un apposito laboratorio di ceramica attivato con i fondi PON dell'istituto. A tal proposito è il caso di rilevare l’apprezzabile valore didattico di un’esposizione che nasce da un lavoro di squadra che ha coinvolto allievi e docenti dell'Istituto Professionale “Luigi Santarella” - Settore Moda, della SMS “ G.Carducci”, della Scuola Elementare “F. Corridoni”, dell'Accademia di Belle Arti di Bari. Va anche rimarcata la importante logica di sistema che ha portato gli organizzatori a coinvolgere nell’iniziativa il contributo di una serie di soggetti locali come il Museo Diocesano, la Basilica Pontificia San Nicola, l'Università degli Studi di Bari assieme a vari professionisti del settore dello spettacolo.
Inoltre, volendosi offrire un innovativo modello di valorizzazione delle eterogenee risorse territoriali, si è pensato fosse utile elaborare un programma d'intervento organico che permettesse una interazione tra Istituzioni politiche (Assessorati alle Culture del Comune, della Provincia di Bari e della Regione Puglia), subito pronunciatesi favorevolmente attraverso la concessione di patrocini e supporti, e altri enti, sia pubblici che privati, operanti nel campo della cultura e del turismo di qualità. Infatti parallelamente al momento espositivo sono previste delle innovative aree di interesse che consistono nell’elaborazione, congiuntamente con la S.M.S. “Carducci” ed associazioni eno-gastronomiche come Slow Food e Associazione Italiana Sommelier, di tre menù-tipo dedicati alla gastronomia medievale, che saranno realizzati da diversi esercizi di ristorazione del borgo antico (ribattezzati “osterie di San Nicola”) contrassegnati da apposite vetrofanie con logo di Slow-food ed A.I.S. che identificheranno i locali aderenti all'iniziativa. Una serie di conferenze di storici ed esperti, che avranno ad oggetto la città di Bari dell'XI sec., la sua multietnicità e la storia delle sue tradizioni, faranno poi da interessante corollario alla mostra, il cui orientamento è quello di coniugare il rilancio della creatività artistica locale con la conoscenza del patrimonio storico cittadino contribuendo a trasformare la città in meta turistica e non in semplice terra di transito. Coerentemente con il valore anche didattico della mostra gli organizzatori hanno infine previsto la possibilità, per le scuole di ogni ordine e grado, di prenotare apposite visite guidate attraverso un link sul sito web della mostra: www.1087.eu.
Tutta questa interessantissima operazione culturale è il risultato del lavoro di una realtà artistica e aziendale come Artelier Casa d'Arte che riunisce l'esperienza di Luigi Spezzacatene - maturata in più di un decennio nel campo teatrale e cinematografico (nei settori della scenografia e del costume) - con quella dei suoi più stretti assistenti, consentendole di raggiungere il risultato di prestigiose collaborazioni con alcuni dei più importanti enti teatrali nazionali.

Da Bisanzio al Rinascimento al Museo di Sant'Agostino

di italiamedievale (15/04/2009 - 07:38)

Venerdì 17 aprile 2009 verrà inaugurata nei suggestivi spazi del chiostro triangolare di Sant’Agostino la sezione permanente di pittura medievale. Dalla commovente bizantina “Madonna di Pera” all’intimo “Presepe” di Luca Baudo, attraverso opere di maestri come Barnaba da Modena, Giovanni Mazone e Ludovico Brea, si snoda un percorso di capolavori messi a confronto con opere coeve in marmo, pietra di Promontorio e legno per tentare di ricostruire il mondo figurativo genovese negli ultimi secoli del Medioevo, rimarcando il ruolo di Genova come relais fondamentale fra Mediterraneo ed Europa continentale nei commerci ma anche nella cultura. La nuova collezione di dipinti su tavola del Museo di Sant’Agostino presenta una serie di capolavori che documentano l’importanza di Genova nel Medioevo non solo come centro economico e politico di fondamentale importanza nel panorama mediterraneo ed europeo, ma anche come punto d’incontro fra esperienze artistiche e culturali italiane e mediterranee e quelle più marcatamente ‘europee’: norditaliane, provenzali e fiamminghe. Il percorso prende le mosse dalla Madonna di Pera, opera bizantina pervenuta a Genova dopo la conquista di Bisanzio da parte dei turchi, e prosegue con le opere di un protagonista della pittura del secondo Trecento come Barnaba da Modena, che spese la parte più prolifica della sua vita proprio a Genova dimostrando, fra l’altro, l’attrattività di questa città nei confronti di artisti di somma levatura. Il suo Crocifisso monumentale, attualmente oggetto di accuratissimo restauro, e la pala della Madonna con Bambino fra Santi rappresentano un apice della pittura italiana post giottesca. Si attraversa poi d’un balzo la prima metà del Quattrocento per approdare alle opere di maestri come Giovanni Mazone con il suo Crocifisso, Ludovico Brea con l’opera di analogo soggetto e Luca Baudo con il Presepe. Questi autori rappresentano la produzione pittorica che domina in Genova fra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento e che condensa ad altissimo livello, su un linguaggio genericamente rinascimentale, lezioni provenzali, piemontesi, lombarde e fiamminghe. Proprio il citato Presepe, ad esempio, presenta un dialogo familiare fra i due Genitori in contemplazione del Bambino. Le teste del bue e dell’asinello, poste una dietro l’altra per esigenze compositive, invece che riscaldare l’infantile corpicino nudo, sembrano trattenere il fiato per non disturbare il silenzioso colloquio. Questo ideale percorso nella produzione pittorica ligure negli ultimi secoli del Medioevo sarà affiancato da opere coeve in marmo, pietra di Promontorio e legno per tentare di ricostruire il mondo figurativo genovese negli ultimi secoli del Medioevo e non mancherà, adeguatamente allestito e dopo i restauri effettuati su molte opere, di attrarre nei suggestivi spazi del chiostro triangolare un pubblico non solo genovese ma anche internazionale.

Museo di Sant'Agostino

Piazza Sarzano 35R - Genova
tel.: 010-2511263   fax: 010-2464516
web: www.museosantagostino.it
e-mail:
museosagostino@comune.genova.it

A Roma per la prima volta esposta la Bibbia Carolingia

di italiamedievale (04/04/2009 - 07:52)

Per la prima volta nella storia, il Codice unico voluto da Carlo il Calvo e custodito da mille anni nell'abbazia di San Paolo fuori le Mura sarà esposto al pubblico. La mostra rimarrà aperta (ingresso gratuito) dal 19 aprile al 29 giugno 2009. In occasione dell'Anno Paolino indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, per la prima volta nella storia, la Bibbia Carolingia risalente al IX secolo e custodita da più di mille anni nell'abbazia di San Paolo fuori le Mura a Roma, sarà esposta al pubblico. L'evento, reso possibile grazie al volere dell'abate di San Paolo, Dom Edmund Power e di tutta la comunità monastica benedettina che da 1300 anni custodisce la tomba dell'Apostolo delle Genti, prenderà il via domenica 19 aprile e si concluderà il 29 giugno, giorno della festività dei santi Pietro e Paolo. Ad inaugurare solennemente l'esposizione sarà il segretario di Stato Vaticano il cardinale Tarcisio Bertone. In questi due mesi e mezzo, tutti i giorni - dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30, il sabato dalle 9.00 alle 19.30 in orario continuato e la domenica dalle 9.00 alle 13.00 - i visitatori potranno entrare gratuitamente nella millenaria abbazia di San Paolo fuori le Mura (via Ostiense 186, metro B fermata San Paolo), normalmente chiusa al pubblico, e vivere un'esperienza unica dal punto di vista culturale e spirituale, come quella di ammirare da vicino uno dei Codici storici della civiltà cristiana. La Bibbia Carolingia, infatti, è un manoscritto in pergamena di 366 pagine preziosamente miniato, commissionato da Carlo il Calvo nell'866 al monaco Ingolberto, massimo esponente della scuola miniaturistica di Reims. Il Codice fu poi donato nell'875 dallo stesso imperatore, in occasione della sua incoronazione, a Papa Giovanni VIII. Per tutto il Medioevo, questa Bibbia fu utilizzata per i giuramenti di fedeltà degli imperatori ai pontefici. Il 19 aprile giorno di apertura, alle ore 19.00 nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, accanto alla tomba dell'Apostolo San Paolo si terrà un Concerto di inaugurazione della Ensemble di musica antica "Giardini d'Orfeo". L'ingresso è libero e sarà consentito fino a esaurimento posti. L'esposizione della Bibbia Carolingia si concluderà il prossimo 29 giugno, giorno della festività di Pietro e Paolo, in concomitanza con l'attesa visita di Papa Benedetto XVI alla tomba di San Paolo.

Archivio Aprile 2009