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Archivio Agosto 2009

Torcello. Alle origini di Venezia, tra Occidente e Oriente

di italiamedievale (29/08/2009 - 09:24)

E’ stata inaugurata una mostra eccezionale, che intende celebrare i mille anni di storia di uno dei monumenti più straordinari della laguna veneziana: la basilica di Santa Maria
Assunta di Torcello
, eretta nelle sue forme attuali nel lontano 1008, meta di un continuo pellegrinaggio artistico e culturale.
Stiamo parlando di “Torcello. Alle origini di Venezia, tra Occidente e Oriente” aperta presso il Chiostro di Sant’Apollonia – Museo Diocesano di Venezia, dietro Piazza San Marco per intenderci,  fino al 10 gennaio 2010.
Notissima nei suoi elementi architettonici e decorativi che ne nobilitano l’interno e che ne fanno una delle massime testimonianze dell’arte veneto-bizantina, la ex cattedrale medievale e i mosaici che la rivestono sono il motore dell’esposizione promossa dal Comitato Nazionale per il “Millennio”, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il percorso espositivo parte dai primi insediamenti lagunari alla fine del Duecento analizzando gli splendori di quell’arte che, generatasi a Bisanzio, troverà nella laguna veneta l’ambiente ideale in cui crescere e svilupparsi, dando origine a novità di forme ed espressioni che costituiscono, ancora oggi, la magia di Torcello e il fascino di Venezia.

Un particolare approfondimento tematico è dedicato al monumentale Giudizio Universale: l’esposizione ne presenta una riproduzione digitale realizzata con tecnologia laser che consentirà di renderne possibile una eccezionale “visione” sin nei dettagli.
Anche i temi iconografici rappresentati nella grandiosa composizione – la Crocifissione, l’Anastasis, il Pantocrator, la Deesis o “Grande Preghiera”, la Vergine Orante e la Vergine Odigitria – trovano adeguato raffronto in opere coeve provenienti dai più grandi musei, realizzate in materiali diversi – ori, argenti, avori, pietre dure, smalti, icone musive, preziose miniature – ed esposti insieme ad alcuni dei frammenti musivi originali, oggi dispersi in più musei sia italiani che esteri, e distaccati dal mosaico negli interventi di restauro realizzati sullo stesso nell’Ottocento. A questi preziosi documenti si affiancano rari frammenti musivi più propriamente bizantini – come la Vergine dal Monastero di Studios, a Costantinopoli, e le Pie Donne del Museo Marciano – o bizantineggianti, opera di maestranze veneziane attive in quel tempo lungo la costa adriatica, a Ferrara come a Ravenna.

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