La Commenda di Prè diventa un Museo

Genova dai primi di giugno ha un nuovo museo. Non uno di quelli con le gallerie, i quadri esposti, le installazioni. Si tratta un museo-monumento, che celebra se stesso con l'aiuto della tecnologia e del teatro.
È la Commenda di Prè, uno degli edifici più antichi, ben conservati e affascinanti di Genova. Riapre i battenti dopo quarant'anni di lavori, restauri, aperture a singhiozzo, grazie al Comune di Genova, la Regione Liguria, alla Fondazione Carige, al MuMa – Istituzioni Musei del Mare e della Navigazione, e all'Associazione Promotori dei Musei del Mare e della Navigazione. Finalmente avrà una sua specificità: raccontare la propria storia, e quindi quella di un'epoca - il medioevo - in cui Genova ha rappresentato la porta d'Europa verso il Mediterraneo e per l'Oriente. E poi, tornare ad essere il luogo dell'accoglienza, non più di pellegrini, soldati, feriti, infermi, ma di eventi culturali.
La Commenda nasce ufficialmente nel 1180. Gestito prima dai Padri Ospitalieri, che poi diventeranno i Cavalieri di Malta, l'Ospitale è il simbolo dell'accoglienza. Chi è cresciuto negli ultimi decenni non ricorda di averla vista aperta (tranne in rare occasioni) ma fino agli anni Cinquanta la Commenda era viva. C'erano botteghe, negozi, addirittura abitazioni. Nel 1959 inizia un programma di espropri del Comune e, dal 1962, i lavori di restauro. Ma è nel 1992 che avviene la svolta. I fondi delle Colombiane, del Giubileo, del G8 nel 2001 e del 2004, hanno riportato l'edificio, come si dice, agli antichi splendori. «Mancava la continuità di apertura - dice la Sindaca Marta Vincenzi - affinchè diventi parte di un percorso naturale che parte dalla Città del Mare, dal Galata e dall'Acquario». Ed eccoci qui.
Il Museo-teatro
Riempire un posto così con un allestimento ingombrante è parso irrispettoso ai curatori, Pierangelo Campodonico e Andrea Liberovici, i quali hanno deciso di puntare sulle tecnologie e il teatro. Una serie di monitor interattivi e un pugno di personaggi dell'epoca, che raccontano al visitatore storie del loro tempo. Tra questi non ci sono solo personaggi genovesi, come Caffaro Caschifellone e Benedetto Zaccaria, ma anche esponenti di altre culture, come Saladino, lo storico Ali Ibn Al-Athi, Baliano d'Ibelin. E poi Pietro l'Eremita, Beniamino da Tudela.
Campodonico ha curato i testi, Liberovici la produzione dei video con il Teatro del Suono, attori professionisti, costumi presi a Cinecittà e reperti di film famosi come Il nome della Rosa. «L'intento non è ricalcare la fredda immagine televisiva, ma piuttosto raffigurare una sorta di quadro in movimento, la versione moderna della raffigurazione», dice Liberovici. Nella selezione dei documenti da cui è stata tratta la sceneggiatura di questi racconti, ha avuto un ruolo il professore della Sorbona Balard. Non solo, una serie di immagini di vita quotidiana sono riprese dalla Bibliothèque Nationale di Parigi. Infine, pannelli illustrativi raccontano la storia della Commenda, il periodo storico in cui si è evoluta, il percorso della rinascita. Anche il soprintendente per i beni architettonici e del paesaggio della Liguria, è molto soddisfatto: «è positiva la scelta di un allestimento non prevaricante», e poi aggiunge, «questo museo ha forza comunicativa che ho visto raramente in altre strutture simili». Sulla stessa linea d'onda anche Annalisa Maniglio Calcagno, della Fondazione Carige, che dice: «basta passare qui fuori per capire la potenza di questo luogo. Spesso quando portiamo in giro persone da fuori, ci chiedono espressamente cosa sia».
La zona di Prè e il triangolo della cultura
Come dice anche la Sindaca Marta Vincenzi, l'apertura della Commenda rientra in una serie di interventi che mirano a ridare una vita, soprattutto culturale, ma anche commerciale, alla zona di Prè. Il successo del Galata Museo del Mare, gli itinerari che da lì portano alle botteghe di Prè, Palazzo Reale, e poi su fino a Castello d'Albertis. Ora si aggiunge questo importante tassello.
«Dopo una transizione di qualche mese, il museo sarà sempre aperto. Ora la priorità è fare sistema, stabilire una rete con la cosiddetta Città del Mare, l'Acquario». Maria Paola Profumo, presidente del MuMa, che ha avuto un ruolo centrale nell'operazione, sottolinea: «vogliamo dare il messaggio che attraverso la cultura si può far rinascere anche la città». Per questo uno dei punti cardine della Commenda è il concetto di accoglienza: «affinché nessuno si senta straniero, questo posto deve essere di tutti». In questi anni la piazza della Commenda è diventata un punto di ritrovo di tante comunità straniere. «Chi è di passaggio può pensare più alle possibilità d'incontro che al luogo, di per sé molto bello – dice Vincenzi – dobbiamo puntare a un frequentazione mista della zona, non certo all'utilizzo dei militari, come ha detto il Ministro La Russa (in visita a Genova il giorno precedente questa presentazione, ndr)».
Biglietti
L'ingresso al muovo museo della Commenda sarà gratuito per chi mostra il biglietto del Galata, del Castello D'Albertis e dell'Acquario Village, anche in giorni diversi di visita. Accesso sempre gratuito da zero a tre anni, 4 Eu da 18 a 65 anni, 2.80 Eu fino a 18 anni e dopo i 65.
La Commenda di San Giovanni in Prè
Piazza della Commenda - 16126 GE
Tel: 010 2514760





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@