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Matilde e il tesoro dei Canossa, tra castelli e città

di italiamedievale (18/08/2008 - 07:17)

CANOSSA. Inizia il conto alla rovescia per l'inaugurazione «Matilde e il tesoro dei Canossa, tra castelli e città», la prima mostra che Reggio dedica a una delle donne più potenti e influenti del Medioevo e all'eredità culturale che ha lasciato su una regione che va dalla Pianura Padana alla Toscana. Dal 31 agosto 2008 fino all'11 gennaio 2009 saranno quattro le sedi che ospiteranno ben 215 opere provenienti da tutto il mondo: palazzo Magnani, il museo Diocesano e i musei Civici di Reggio e il museo Campanini di Canossa. Sarà anche l'occasione per ripercorrere le orme della Comitissima visitando i suo castelli a Canossa, Carpineti, Sarzano, Rossena e la residenza di Bianello. Dove, il 26 settembre prossimo, sarà consegnato il Premio Matilde di Canossa.
La mostra non sarà solo incentrata sui principali eventi politici dell'epoca - come l'incontro tra Matilde e papa Gregorio VII con il cugino Enrico IV o il Concilio indetto a Guastalla da Pasquale II - ma approfondirà altri aspetti fino a oggi non del tutto indagati e che riguardano la costruzione di cattedrali, la fondazione di monasteri, i testi letterari, pitture e immagini miniate. Tutte testimonianze architettoniche, scultoree, pittoriche e letterarie capaci di rivelare se, come sostiene parte dell'attuale ricerca storiografica, ci fu veramente una sorta di «programmazione dell'immagine» elaborata appunto in quell'epoca del Papato con il sostegno dei Canossa.
Per questo, la mostra si avvale di prestiti di grande rilievo e provenienti dai maggiori musei italiani e internazionali: tra cui i Musei Vaticani, il Bargello di Firenze, l'Archeologico di Napoli, la Princeton University.
«Per la prima volta - dichiara Arturo Calzona, il curatore della mostra - dagli Stati Uniti arriveranno due pezzi della recinzione presbiteriale della cattedrale, venduti probabilmente agli inizi del Novecento. E per la prima volta i reggiani potranno ammirare i grandi codici miniati di San Prospero, un grosso salterio proveniente da Manchester, due testi miniati da Oxford, l'eccezionale sarcofago di Ruggero I da Napoli, dalla Francia altari protatili di cultura lorenese». «Perchè uno degli obiettivi di questa mostra è proprio quella di raggruppare cose mai viste in ambito reggiano - sottolinea - ma tutte provenienti o legate alla storia di questo territorio, riunire per la prima volta tutti quei pezzi erratici, sparsi in chiese e musei diocesani, per comprendere il patrimonio di sculture e di immagini di Matilde e di Canossa».
«Il vero tesoro di Matilde - aggiunge il professor Massimo Mussini, uno degli esperti che fa parte del Comitato scientifico - al di là delle corone, delle suppellettili religiose, dei calici e delle lampade d'oro fatte fondere dalla contessa per sostenere il Papa nella guerra contro l'imperatore Enrico IV, consiste proprio nei possedimenti territoriali di Matilde, che da Canossa, la Pianura padana e la Toscana si estendevano fino all'Alsazia e alla Lorenza. Un tesoro, peraltro assai poco conosciuto da parte del grande pubblico, formato da castelli, monasteri, ponti e strade, fondamentale per comprendere l'importantissimo ruolo ricoperto dal territorio reggiano in questo momento della storia del nostro continente in cui, proprio grazie a Matilde, si può ben dire che nacque l'idea della moderna Europa, intesa non come un territorio diviso in mille stati».
Tra i promotori della mostra la Provincia, la Diocesi di Reggio e Guastalla, il Comune di Reggio, la Fondazione Manodori.

Carlo il Temerario a Berna

di italiamedievale (31/07/2008 - 07:32)

Prosegue fino al 24 agosto 2008 al Museo Storico di Berna la grande esposizione dedicata a Carlo il Temerario (1433 - 1477). La mostra racconta il drammatico destino di questo personaggio e, grazie ad opere e oggetti, anche mai esposti prima, provenienti dai 40 collezioni nazionali e internazionali, consente al visitatore di mmergersi nella corte di Borgogna e nel momdo culturale degli Asburgo. Dal 30 luglio al 10 agosto 2008 la piazza davanti al Museo si trasforma in una grande arena per tornei capace di ben 1200 posti. Due volte al giorno (alle 14,30 e alle 19,00) il pubblico potrà assistere ad un vero e proprio "passo d'armi" simile a quello organizzato a Bruges nel 1468 da Carlo di Borgogna, detto il Temerario (1433-1477), in occasione delle nozze con la terza moglie Margherita di York. Parallelamente alle sfide fra cavalieri, nel perimetro del museo di storia, dalle 10 alle 19, si può visitare l'accampamento militare della britannica "Compagnia di San Giorgio", specializzata in rappresentazioni medioevali. Oltre ai soldati, sono presenti gli artigiani di Borgogna del XV secolo. Vai al sito della Mostra.
Musée Historique de Berne

Helvetiaplatz 5
3005 Berne
Tél. +41 31 350 77 11
Fax +41 31 350 77 99
E-Mail info@bhm.ch

Abbazia di Fossanova. 800 anni tra storia e futuro

di italiamedievale (24/05/2008 - 08:20)

Ripercorrere la storia di uno dei più grandiosi complessi monastici cistercensi d'Italia, l'Abbazia di Fossanova, illustrandone gli aspetti religiosi, sociali, artistici e architettonici, e sottolineando, al tempo stesso, la grande influenza che ebbe sull'intero territorio circostante. Questo l'obiettivo di "Abbazia di Fossanova. 800 anni tra storia e futuro", la mostra ospitata a Roma presso il Salone Centrale del Complesso del Vittoriano dal 23 maggio al 29 giugno 2008.

Organizzata in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla consacrazione, da parte di Papa Innocenzo III, dell'altare maggiore della nuova chiesa abbaziale di Fossanova, la rassegna è promossa dalla presidenza e dall'assessorato alla Cultura della regione Lazio, in collaborazione con l'assessorato allo Sviluppo Economico (sempre della regione), la direzione generale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, il comune di Priverno e Rai Teche.

La mostra 'Abbazia di Fossanova. 800 anni tra storia e futuro', curata da Margherita Cancellieri e Marina Righetti, si snoda attraverso un percorso espositivo ricco di documenti, tra reperti archeologici, mosaici di età ellenistica e romana, codici miniati medievali, reliquie, ceramiche e manufatti di oreficeria, che ricostruiscono lo sviluppo di quello che è considerato il primo esempio dell'architettura gotico-cistercense in Italia (il complesso abbaziale), e dell'omonimo borgo medievale.

La storia di Fossanova trova le sue origini intorno all'epoca dell'Impero Romano. Ancora oggi, infatti sono visibili alcuni resti di un'antica villa romana, sfruttata successivamente dai monaci benedettini per la realizzazione della prima struttura romanica risalente al 529 d. C.. Il complesso fu ampliato dai monaci cistercensi intorno al 1135, e trasformato in un centro di grande interesse spirituale e amministrativo, nonchè culturale e artistico.

"Questo importante centro religioso della provincia di Latina - ha spiegato l'assessore Rodano - è uno dei cinque 'attrattori culturali' su cui la Regione, da due anni a questa parte, ha concentrato investimenti e risorse. Attorno a un bene culturale - ha sottolineato la Rodano - si può, infatti, costruire partecipazione, comunità e sviluppo".

La mostra del Vittoriano, organizzata e realizzata da 'Comunicare Organizzando', presenta quattro sezioni: nella prima viene raccontata la storia della zona, del suo territorio e delle sue tradizioni. C'è poi una parte importante dedicata ai cistercensi, con al suo interno numerosi manufatti tra miniature, manoscritti e oreficeria di vario genere, a cui fa seguito una sezione dedicata alla storia di Fossanova e alla vita del monastero, e un'altra ai "Piccoli gioielli d'Italia".

Cuore dell'esposizione è, però, il filmato tridimensionale realizzato da Rai Teche (13 minuti) con la collaborazione, in prima persona, di Corrado Augias. Un modo inedito e coinvolgente per invogliare i visitatori della mostra, assolutamente gratuita, a visitare dal vivo il complesso abbaziale, il borgo di Fossanova e tutta l'area lepino-pontina del basso Lazio.

Capodistria tra Roma e Venezia

di italiamedievale (18/05/2008 - 06:21)

Il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo di Roma è lieto di ospitare, fino al 30 settembre 2008, la mostra "Capodistria tra Roma e Venezia".
Capodistria (in sloveno Koper) è storicamente è una delle città più importanti dell'Istria. Lo dimostrano non solo i cinque nomi con i quali viene menzionata in diversi periodi storici (Aegida in età romana, Caprae / Insula capritana in età tardoantica, Justinopolis nel periodo bizantino, Caput Histriae nel tardo medioevo e all'inizio dell'età moderna, fino all'attuale Capodistria), ma anche i suoi edifici monumentali, i cui caratteri architettonici e artistici testimoniano il dominio della Repubblica di Venezia, durato oltre cinque secoli.
Attraverso un centinaio di reperti, materiale illustrativo e testi, la mostra "Capodistria tra Roma e Venezia" presenta i risultati delle ricerche archeologiche effettuate tra il 1986 e il 1987, nell'orto dell'ex convento dei Cappuccini, ubicato nel centro storico della città.
Si tratta di uno dei primi interventi archeologici e, con i 1000 m2 indagati è a tutt'oggi lo scavo più esteso finora eseguito all'interno delle tre cittadine del Litorale sloveno. L'area poco interessata da interventi moderni ha restituito una sequenza stratigrafica di quasi due millenni, dall'età tardorepubblicana (II-I secolo a. C.) fino all'età moderna, con resti di strutture abitative e produttive nonché isolate sepolture.
Tra i materiali in mostra, oltre a un bronzetto raffigurante Atteone attaccato dai cani, del I secolo d. C., numerosi sono i reperti in ceramica, metallo, osso, pietra e vetro appartenenti al periodo tardoantico e altomedievale (VI-IX secolo), dalle evidenti analogie con materiali bizantini dell'area adriatica e in genere mediterranea. Uno spazio importante è stato riservato ai reperti risalenti al tardo Medioevo e al Rinascimento (XIV-XVI sec.) principalmente ceramiche da tavola e da cucina, di forte connotazione veneta e romagnola.

Museo Nazionale dell'Alto Medioevo
Viale Lincoln, 3 - 00144 Roma-Eur
Tel. 06-54228199 Fax 06-54228130
e-mail: medioevo.ostia@arti.beniculturali.it.

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