La croce processionale d'argento di San Marco in Lamis

La Croce
processionale d’argento di San Marco in Lamis
Galleria Nazionale della Puglia, Bitonto (Bari)
Il 20 novembre 2009 alle ore 17,30, presso
Il prezioso manufatto si è miracolosamente salvato dal terremoto, che nello scorso aprile ha colpito L’Aquila. Infatti, la croce era esposta nella mostra dedicata all’attività di Nicola da Guardiagrele e della sua bottega, allestita negli ambienti sotterranei del castello del capoluogo abruzzese, ma per fortuna non ha subito alcun danno.
La croce sarà esposta nella galleria sino all’8 dicembre. Dal prossimo anno, sarà sistemata in un'apposita teca nella sua sede originaria – la collegiata della Santissima Annunziata di San Marco in Lamis – grazie alla sensibilità e all'interessamento delle autorità civili ed ecclesiastiche locali e della popolazione della cittadina garganica.
La presentazione della croce di San Marco in Lamis fa parte del programma ideato dalla Soprintendenza per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici della Puglia per tenere viva l’attenzione sulla Galleria Nazionale della Puglia di recente istituzione e al tempo stesso per documentare l’attività della Soprintendenza e del suo laboratorio di restauro.
In occasione della mostra viene pubblicata una brochure dal titolo Splendori dalla terra d’Abruzzo. La croce processionale di San Marco in Lamis (XV sec.), contenente le presentazioni di Ruggero Martines, Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, e di Fabrizio Vona, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, la scheda storico artistica sulla croce e su Nicola da Guardiagrele e la sua bottega di Antonella Simonetti, un testo di Giovanni Boraccesi sull'oreficeria abruzzese in Puglia, la relazione tecnica di restauro di Vito Jacobellis.
Storia dell’opera
La croce processionale in argento della Collegiata della Santissima Annunziata di San Marco in Lamis era stata portata a L'Aquila in occasione della mostra dedicata a Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele 1389 ca.- 1459 ca), maestro illustre dell'oreficeria sacra abruzzese tra Tardogotico e Rinascimento, ed è rimasta miracolosamente indenne durante il violento terremoto che ha colpito l'Abruzzo nello scorso aprile.
La croce è un'opera sconosciuta ai più, sebbene di grande interesse per la rarità e la complessità della fattura e, al contempo, in quanto preziosa testimonianza dell'attività della bottega orafa impiantata da Nicola da Guardiagrele.
Gli anni e le vicende non tolgono fascino alla croce, che - come tanti altri manufatti di oreficeria sacra – calici, ostensori, reliquiari – deve il suo pregio soprattutto alla complessa tecnica con cui fu eseguita e al repertorio iconografico e decorativo che la impreziosisce, una sorta di Biblia pauperum, ideata da committenti colti e assimilata e “trascritta” dagli artisti delegati all’esecuzione. Opere come la croce di San Marco in Lamis, sono pregiate e rare, dato che gli oggetti di oreficeria vanno incontro, purtroppo più di altri, a dispersioni, trafugamenti e manomissioni, che nei secoli hanno privato la collettività di importanti testimonianze della cultura artistica del territorio.
Realizzata in lamina d’argento dorata, incisa, sbalzata, cesellata e bulinata, la croce fu eseguita nella seconda metà del XV secolo. L'assenza di una base, la presenza della lunga asta lignea con inserti metallici in rame dorato e delle decorazioni sia sul recto che sul verso confermano che veniva certamente utilizzata nelle processioni. I decori sono legati all'iconografia sacra con personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento e scene legate alla Passione e Resurrezione di Cristo.
L'opera, restaurata nel 1999 nel laboratorio della Soprintendenza pugliese competente per i beni artistici e storici, presenta rimaneggiamenti ed aggiunte realizzate in epoca imprecisata che ne alterano in parte la leggibilità. Il confronto con analoghi esemplari del grande orafo abruzzese, come le croci di Monticchio, Lanciano, L’Aquila e Guardiagrele ha consentito di attribuire l’opera piuttosto che all'intervento diretto del maestro, alla produzione di un suo allievo.
La manifestazione è realizzata con il sostegno di Enrico Trizio Gioielli, Associazione commercianti e Operatori Orafi-Gioiellieri della Provincia di Bari, Rivera, I vini pregiati di Puglia.
Info:
20 novembre - 8 dicembre 2009
Galleria Nazionale della Puglia, Via G. Rogadeo 14 Bitonto (BA)
Ingresso gratuito consentito fino a 45 minuti prima della chiusura
Mercoledì chiuso
Orario: 9,30 – 20,00
Telefono: 080 3716184
Visite guidate: per gruppi
Nicola da Guardiagrele, orafo tra Medioevo e Rinascimento
Prosegue l'itinerario dell'importante mostra su Nicola da Guardiagrele, il più noto artista abruzzese del XV secolo. Scultore, pittore, ma soprattutto orafo di fama ed importanza nazionale, ben rappresenta, con la sua produzione di preziosi oggetti in argento sbalzato e smalti policromi, il meraviglioso ed estremamente complesso passaggio tra il Medioevo ed il Rinascimento. Egli fu attivo, infatti, tra il 1413, data con la quale firma la sua prima opera certa – il prezioso ostensorio di Francavilla al Mare – ed il 1455, come risultava sul busto reliquario di San Giustino della Cattedrale di Chieti, opera purtroppo trafugata nel 1983 ed attualmente dispersa. Purtroppo la notorietà di Nicola di Guardiagrele e delle sue raffinate opere di oreficeria è a tutt’oggi ristretta ad un pubblico di addetti ai lavori e ai suoi corregionali, mentre meriterebbe d'esser compreso nel novero dei grandi maestri della Storia dell'Arte italiana. Dal 7 febbraio al 27 marzo 2009 sarà al Museo Nazionale d'Abruzzo all'Aquila per approdare infine nella prestigiosa sede del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze (4 aprile - 17 maggio 2009).Nicola da Guardiagrele, orafo tra Medioevo e Rinascimento
Presso la Basilica papale di Santa Maria Maggiore, martedì 28 ottobre 2008 verrà inaugurata la mostra “Nicola da Guardiagrele, orafo tra Medioevo e Rinascimento. Le opere - I restauri”, a cura di Sante Guido, che rimarrà aperta fino all’8 dicembre 2008. Saranno presenti all’inaugurazione il cardinale Bernard Francis Law, arciprete della Basilica, il direttore dei Musei vaticani Giorgio Paolucci e monsignor Michal Jagosz, prefetto del Museo della Basilica di Santa Maria Maggiore.




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