Tag pierodellafrancesca
Piero della Francesca e i tesori d'arte a Rimini
di italiamedievale (15/10/2009 - 15:08)
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini propone quattro itinerari, intorno ai quali, come da un sistema arterioso, irrorano infinite suggestioni.Il primo è dedicato alla “Rimini romana” che ha nell’Arco di Augusto, nel Ponte di Tiberio, nel Foro romano e nella straordinaria, recente scoperta della Domus del chirurgo, le sue principali tappe.
Un secondo capitolo, immenso per importanza, riguarda “L’età malatestiana” e trova come punti di straordinarietà
Poi “L’arte riminese nel Museo della città” con i grandi momenti: il Trecento Riminese, il Rinascimento e il Seicento. E, infine, “La chiese di Rimini”: quelle propriamente in città (Sant’Agostino, San Giuliano, San Giovanni Battista) e quelle nell’immediata periferia, veri scrigni di notevoli opere d’arte.
Al progetto “Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” hanno collaborato, oltre ad Antonio Paolucci che dell’operazione è l’attento e appassionato “regista”, due studiosi tra i più esperti di storia ed arte riminese: Enzo Pruccoli e Alessandro Giovanardi, autori degli itinerari tematici.
“Il volume “Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini”, edito da Linea d’ombra Libri, non è una guida, magari diversa della città - afferma Marco Goldin che ha ideato il progetto.
E’ una specie di catalogo ragionato di quella immensa mostra d’arte e di storia che è questa magnifica città”.
Il progetto “Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” è stato condiviso ed è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.
“Quando si è concretizzata la possibilità di organizzare a Rimini, assieme a Marco Goldin e a Linea d’ombra, una grande mostra internazionale di pittura, si è immediatamente affermata la convinzione che si trattasse di una straordinaria opportunità per valorizzare e divulgare la conoscenza del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio”, afferma il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Alfredo Aureli.
“È stata un’idea immediata e naturale, direi istintiva, figlia della storia e della tradizione della Fondazione Cassa di Risparmio che sin dalla sua nascita, proseguendo e accelerando il percorso tracciato in precedenza dalla Cassa di Risparmio, ha impegnato una parte importante delle proprie risorse nella riscoperta e nella parziale ricostituzione di un passato fatto anche di espressioni artistiche e culturali di grande valore.
Per molti, troppi decenni, infatti, questa identità è rimasta sepolta sotto una spessa coltre di sabbia. Quella sabbia che ha rappresentato - e rappresenta tuttora - un capitale inestimabile sul quale la nostra comunità ha costruito gran parte del proprio progresso e del benessere economico e sociale di cui ancora gode. Un successo così ampio e riconosciuto non poteva non portare con sé qualche effetto collaterale negativo, benché non voluto.
Uno di questi è stato senza dubbio quello di coprire, direi di seppellire, l’altra Rimini, quella alle spalle del mare e della spiaggia, lontana dalle luci dell’industria della vacanza e del divertimento, tanto sconosciuta quanto fondamentale nel determinare il carattere, la personalità e l’identità del nostro territorio”.
Antonio Paolucci
Da sabato 10 ottobre 2009 a domenica 10 marzo 2010
Servizio prenotazioni e informazioni
Call center tel. 0422.429999, fax 0422.308272.
www.lineadombra.it;
biglietto@lineadombra.it
La croce dipinta di Marco Zoppo
di italiamedievale (16/01/2008 - 08:38)
L’arrivo nelle sale del Lapidario del Museo Civico Medievale della preziosa Croce dipinta di Marco Zoppo, proveniente dal Museo di San Giuseppe dei Cappuccini di Bologna, è un’occasione importante per poter ammirare da vicino uno dei massimi capolavori dell’artista centese, difficilmente visibile per il pubblico dal suo appartato, consueto luogo di conservazioneBen conosciuta agli studi, la Croce costituisce insieme al polittico della Chiesa di San Clemente al Collegio di Spagna una tappa significativa nell’attività bolognese dell’artista, dopo il suo ritorno da Padova e Venezia. Già dal 1453 troviamo Zoppo a Padova, dove compie l’alunnato presso la bottega di Squarcione, da cui recupera un gusto nutrito di archeologismi, appassionato dell’antico. Al rientro dai soggiorni padovano e veneziano, negli anni che vanno dal 1455 al 1463 circa, il pittore mette quindi mano a quella che, a buon diritto, può considerarsi una testimonianza fra le più alte del coevo panorama artistico bolognese.
L’originaria ubicazione della Croce non è nota, ma la raffinata qualità esecutiva lascia ipotizzare una commissione per un’importante chiesa cittadina: ancora di matrice tardogotica si rivela il laborioso impegno della carpenteria, mentre innovativi appaiono l’impianto, già contrassegnato dalla lucida razionalità spaziale di scuola toscana, e l’accentuazione patetica delle figure dolenti. Nella Crocifissione, abbandonato l’artificioso classicismo archeologico di derivazione squarcionesca, l’artista si avvicina decisamente ai modelli che rimandano alla cultura pierfrancescana, da lui conosciuti sicuramente a Bologna, dove la presenza del grande maestro della civiltà prospettica è documentata dal famoso matematico Luca Pacioli all’interno De divina proportione.
Attraverso l’esposizione del Crocifisso zoppesco e di altre opere collegate a Bologna, i curatori della mostra, Massimo Medica e Donatella Biagi Maino, intendono approfondire questo particolare momento della tradizione artistica cittadina, presto apertasi, pur nel retaggio di certe consuetudini tardo gotiche, ai nuovi fatti della cultura centro-italiana, sollecitato dalla presenza stessa di Piero della Francesca a Bologna tra il 1452 e il 1453.
In mostra saranno quindi presenti numerosi dipinti su tavola, preziose miniature, tra cui un’importante opera di Cristoforo Canozzi da Lendinara (Adorazione del Bambino con San Bernardino e l’Eterno Benedicente, Modena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna), del miniatore Bartolomeo del Tintore (Statuti del Comune del 1454, Bologna, Archivio di Stato; Statuti della Società dei Notai del 1459, Bologna, Archivio di Stato) e dell’Ignoto Pittore bolognese autore dei Santi Ludovico, Francesco, Bernardino e donatori (Bologna, Collezioni Comunali d’Arte) che documenteranno i primi riflessi di un linguaggio aggiornato su ardite soluzioni prospettiche e salde geometrie volumetriche.
L’invenzione adottata da Marco Zoppo nel suo Crocifisso sarà replicata di lì a poco nel polittico di San Clemente (Collegio di Spagna), opera che diverrà modello imprescindibile per gli altri artisti cittadini, tanto che l’amico Tommaso Garelli ne riproporrà le forme nello smembrato polittico del Museo di Santo Stefano a Bologna, di cui in mostra vengono esposti la Cimasa con Cristo in Pietà e quattro piccole tavolette raffiguranti i santi, a sottolineare il ruolo-chiave ricoperto dal maestro centese.
La Mostra rimarrà aperta fino al 16 marzo 2008.
Sede e informazioni:
Museo Civico Medievale
Via Manzoni 4, Bologna
Tel. 051. 2193916- 2193930
Orario d’apertura:
martedì- venerdì: 9-15
sabato, domenica e festivi infrasettimanali: 10-18,30
Chiuso: lunedì (feriali), Natale, Capodanno e 1 maggio
Ingresso gratuito
Catalogo:
La croce dipinta di Marco Zoppo
e la cultura pierfrancescana a Bologna
a cura di Massimo Medica e Donatella Biagi Maino
Edizioni Edisai, Ferrara
Benvenuti in Galleria Medievale
di italiamedievale (31/03/2007 - 19:43)

Benvenuti in Galleria Medievale.
Qui troverete tutto quello che cercate su mostre, eventi, approfondimenti sull'arte medievale italiana ed europea.
Cominciamo subito segnalando una grande mostra appena inaugurata.
Dal 31 marzo al 22 luglio 2007, il Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo ospita la mostra ''Piero della Francesca e le corti italiane''. L'importante appuntamento riunirà da tutto il mondo oltre un centinaio di preziose opere, tra capolavori del maestro e lavori di artisti che lo influenzarono o che attinsero alla sua lezione.
Tra questi figurano Domenico Veneziano, Fra Carnevale, Pisanello, Leon Battista Alberti, Bono da Ferrara, Jacopo Bellini, Luca Signorelli, Rogier Van der Weyden, Pietro Perugino, Melozzo da Forlì, Lorenzo da Viterbo, Antoniazzo Romano, Pedro Berruguete. Doveroso sottolineare il grande interesse per quest'evento legato ad un artista capace di cogliere gli stimoli e le sollecitazioni della cultura del tempo, lasciando un segno indelebile nella storia dell'arte. ''Piero della Francesca e le corti italiane'' presenta poi novità nella conoscenza dell'artista, a partire dalla sua data di nascita (1412). La capacità di Piero di incidere nella cultura del tempo, il suo decisivo contributo alla formazione dell'arte ferrarese, umbra e delle Marche (un tempo sottovalutata), così come il ruolo di ambasciatore del nuovo stile e delle nuove idee nelle principali corti d'Italia - mantenendo, tuttavia, un'assoluta autonomia di vita e di pensiero e rifuggendo dal ruolo di pittore di corte - sono elementi che verranno messi in risalto nel percorso della mostra.
L'appuntamento di Arezzo rappresenta un affascinante viaggio che, partendo dai luoghi d'origine di Piero, accompagnerà il visitatore tra le corti del rinascimento, ricostruendone clima, cultura, protagonisti, scambi e incontri, attraverso la figura del maestro e gli echi della sua arte. Presenti, accanto ad alcuni significativi capolavori del grande maestro, importanti lavori di artisti a lui contemporanei - dipinti ma anche codici, disegni, ori, medaglie, sculture e bronzi - provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni internazionali. Ad attirare l'attenzione dei visitatori sarà però la presenza in mostra di quella che è stata ritenuta - già dal Longhi - la ''prima opera'' di Piero, ritrovata dagli organizzatori dell'evento dopo che, da oltre cinquant'anni, se ne erano perse completamente le tracce: una ''Madonna con Bambino'' che segna lo sbocciare di nuovi pensieri.
Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna
Indirizzo: Via San Lorentino, 8 - 52100 Arezzo
Telefono: 0575/409050
Tag pierodellafrancesca





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@