Ai Musei Capitolini di Roma apertura della Sala medievale: in mostra la statua di Carlo I d'Angiò
Ai Musei Capitolini di Roma apertura della Sala medievale: in mostra la statua di Carlo I d'Angiò.
Il percorso espositivo dei Musei Capitolini di Roma si arricchisce con l’ apertura al pubblico di un nuovo spazio di interesse storico-artistico:
Protagonista della Sala del Medioevo è
Alcuni studiosi suggeriscono che la scultura fosse destinata ad essere collocata all’ interno della grande aula medioevale del primo piano del Palazzo Senatorio (attuale Aula di Giulio Cesare), dove il Senatore, o un suo vicario, amministrava la giustizia civile e penale.
La Statua di Carlo I d’ Angiò, ricavata da un elemento architettonico antico, è presentata al pubblico ai Musei Capitolini di Roma accanto al meno conosciuto frammento marmoreo di arco gotico decorato con una figura a rilievo di Trombettiere.
LA NUOVA SALA
DEL MEDIOEVO APERTA AI MUSEI CAPITOLINI DI ROMA
Nella Sala del Medioevo, oltre alla Statua di Carlo I d’ Angiò, sono allestite altre opere che contribuiscono ad illustrare la storia del Campidoglio nel Medioevo. Alcune di queste, come le duecentesche unità di misura per l’ olio, il vino e le granaglie (denominate congi), documentano la presenza sul Campidoglio di un importante mercato nell’ area compresa tra l’ antico Palazzo Senatorio e la chiesa e convento di Santa Maria in Aracoeli; altre, come il pannello cosmatesco proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Aracoeli, opera di Lorenzo di Tebaldo con il figlio Jacopo, illustrano la raffinata cultura dei marmorari romani tra la fine del XII e i primi del XIII secolo.
LA STATUA DI
CARLO I° D’ ANGIò IN MOSTRA AI MUSEI CAPITOLINI DI ROMA NELLA NUOVA SALA DEL MEDIOEVO
Carlo I d’ Angiò è raffigurato seduto su un trono pieghevole privo di schienale (faldistorio), decorato con due teste di leone. Indossa una lunga veste ed un ampio mantello originariamente dipinto di azzurro e decorato con i gigli dorati, colori ed emblemi della casa reale di Francia e d’ Angiò. Sul capo ha una preziosa corona, solo in parte conservata. Nelle mani, modificate in occasione di un restauro del tardo Quattrocento, impugnava uno scettro (o forse una corta spada) e il globo, simbolo del potere.
MUSEI CAPITOLINI DI ROMA
Orari apertura al pubblico:
- dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 20.00
(la biglietteria chiude alle ore 19.00)
- chiuso lunedì, 1 maggio, 25 dicembre, 1 gennaio.
Costo bilgietto ingresso:
- Biglietto Intero € 6,50
- Biglietto Ridotto € 4,50
- Biglietto Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente (il costo del biglietto del museo può subire variazioni in occasione di mostre)
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Tel. 060608 (servizio informazioni attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00)
Sito Internet: www.museicapitolini.org.
"All'ombra di Sant'Ercolano. Sculture lignee tra Medioevo e Rinascimento nella Diocesi di Perugia"
Allestita nella Sala Rossa del Museo del Capitolo della cattedrale di San Lorenzo in PerugiaUmbria e dal Comune di Perugia, sarà visitabile dall' l'esposizione, patrocinata dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Enoantropologici dell'8 ottobre all'8 dicembre 2009 (orario museo: 10-13; 14.30-17.30, chiuso il lunedì. Per info: 075.5724853).La sede espositiva accoglie sedici sculture di notevole pregio provenienti da edifici religiosi della città e del territorio circostante. Si tratta di opere per lo più inedite che illustrano un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XVI secolo. Tali opere contribuiscono a definire alcuni tasselli della storia del territorio della Diocesi facendo luce su alcuni aspetti legati alla devozione e alla religiosità popolare.
Le sezioni illustrate nel catalogo a stampa dell'esposizione riguarderanno: la storia della Diocesi di Perugia; le vicende devozionali relative ad ogni singolo manufatto e di conseguenza il contesto storico che ne ha promosso la realizzazione; l'uso di "vestir le immagini" particolarmente coltivato fino agli inizi del secolo scorso; i rapporti fra il mondo della plastica lignea policroma e la pittura; una rassegna delle mostre di arte sacra allestite nella Diocesi di Perugia; una rivisitazione del contesto della scultura perugina fra il XIII e il XVI secolo che permetterà di illustrare anche opere non esposte nella rassegna alle quali verranno dedicati degli appositi itinerari tematici.
Fra le opere esposte segnaliamo:
- La Vergine dolente di Roncione presso Deruta (1236);
- La Madonna col Bambino di Castiglion Fosco (fine sec. XIII inizio XIV);
- Il piccolo Crocifisso della Chiesa di S. Maria Assunta di Mantignana (seconda metà sec. XIV);
- Il Crocifisso dell'Oratorio dei Nobili di Perugia (fine sec. XIV inizio XV);
- Il San Sebastiano del Museo Diocesano diffuso di Pieve del Vescovo (1482);
- Due piccoli Angeli reggi cero custoditi presso il Museo del Capitolo di San Lorenzo (metà sec. XV ca);
- Il prestigioso gruppo di tre splendide sculture-manichino (metà sec. XVI ca) riferibili al cosiddetto Maestro di Magione, attivo nella metà del XVI secolo, che di recente si è proposto di identificare con Nero Alberti.
Inaugurata la Sala del Medioevo
Un’importante novità viene ad arricchire gli spazi dei Musei Capitolini. È stata inaugurata la Sala del Medioevo. Si tratta di una nuova area di grande interesse storico-artistico, allestita al primo piano del Palazzo dei Conservatori nel cinquecentesco ambiente dell’antico Archivio Capitolino. Alla presenza di Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali del comune di Roma e di Claudio Parisi Persicce, dirigente dei musei archeologici di Arte antica della Capitale, è stata svelata alla stampa la vera protagonista dell’allestimento: la statua di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia e Senatore di Roma. L’altorilievo, attribuito allo scultore Arnolfo di Cambio, raffigura il re seduto su un trono privo di schienale, detto faldistorio, decorato con due protomi di leone; indossa una lunga veste e un ampio mantello, originariamente dipinto d’azzurro e decorato dai gigli dorati secondo lo stemma del suo casato. Il sovrano reca in capo una preziosa corona che, purtroppo, è conservata solo in parte. In mano stringeva uno scettro e un globo, simbolo del suo potere. Carlo I d’Angiò, infatti, fu una figura importantissima del XIII secolo italiano: divenne il tramite del fratello - passato alla storia come San Luigi dei Francesi - per imporsi sullo Stato Pontificio rivestendo, dunque, un ruolo di fondamentale valore strategico. Fu nominato Senatore di Roma da papa Urbano IV e ottenne ben tre mandati che gli conferirono un enorme potere nella città: aveva ampie funzioni di governo e amministrava la giustizia. Proprio per questa sua rilevanza storica e politica, la scultura onoraria si sarebbe dovuta trovare inizialmente nella sala Giulio Cesare del Palazzo Senatorio, ma il nuovo, suggestivo allestimento lo colloca al di sotto di un frammento di arco gotico di rara bellezza, decorato con il rilievo marmoreo di un trombettiere. “L’offerta culturale di Roma si arricchisce aprendosi al Medioevo – ha esordito il sovrintendente Broccoli -. Troppo spesso si commette l’errore di considerare la Capitale come uno scrigno di tesori appartenenti esclusivamente al periodo classico-imperiale e a quello rinascimentale-papalino. Roma è piena di retaggi medievali: basta passeggiare per le vie di Trastevere o nei dintorni di Campo Marzio. È importante smettere di considerare il Medioevo come un periodo buio: si tratta di una definizione coniata dagli intellettuali del Quattrocento che consideravano sé stessi come portatori di un sapere libero dopo il cosiddetto oscurantismo dei secoli precedenti. Eppure il Medioevo è stato un’epoca ricca di fervore e creatività”. Quindi Broccoli ha aggiunto: “Facendo del mio famigerato slogan di settembre ‘Mettiamo a reddito i nostri beni culturali’ un vero e proprio mantra, sono lieto di potervi presentare questo splendido allestimento che non ha inciso minimamente sul nostro reddito interno. Infatti, l’intera organizzazione e messa in opera della Sala Medievale è stata finanziata da reddito esterno e, più precisamente, da fondi giapponesi ricavati, tra le altre cose, dalla realizzazione di un film nipponico nella nostra città. E sono lieto che il fulcro di questo allestimento sia la statua di un personaggio come Carlo I d’Angiò, la cui storia è quanto mai affascinante. Come farà anche Cola di Rienzo un secolo dopo, il Senatore d’Angiò sfruttò il populismo per imporsi come dictator del popolo romano”. “L’inaugurazione di questa Sala è la fase finale di un lunghissimo lavoro di restauro raccontato nel libriccino di saggi correlato all’esposizione della statua di Anrolfo di Cambio – ha spiegato Parisi Persicce -. Si tratta di una pubblicazione per gli ‘addetti ai lavori’ probabilmente, ma vengono spiegate nei minimi dettagli le vicissitudini di questa importantissima stanza del Palazzo dei Conservatori. La Sala Medievale è infatti collocata negli ambienti dell’Archivio Capitolino dove si custodivano i documenti pubblici di Roma. Nel 1527, dopo il Sacco di Roma a opera dei Lanzichenecchi, il Campidoglio fu quasi interamente distrutto da un incendio che mandò in cenere buona parte dell’archivio, eppure si salvò l’iscrizione che campeggia all’ingresso della Sala e che indica le modalità del tutto particolari secondo le quali il popolo poteva richiedere i documenti dell’epoca. Oltre alla statua di Carlo I è esposto un pannello proveniente dallo smembrato pulpito dell’Epistola della basilica di Santa Maria in Aracoeli, risalente alla fine del XII secolo, con bordo circolare decorato da scene della vita di Achille che apparteneva a un’antica Mensa marmorea del Quarto secolo. Infine, completano la stanza quattro misure a base quadrangolare, due per l’olio e due per il vino, simbolo del potere senatorio. Le misure consentivano la quantificazione del dazio da pagare al Campidoglio che fino al XIV secolo era la piazza del mercato principale di Roma”. Web: www.museicapitolini.org.Selectae Opere scelte tra Medioevo e Rinascimento
La Galleria Antichità all’Oratorio di Bologna inaugura sabato 11 ottobre 2008 alle ore 17 la pregevole Mostra “Selectae”, una prestigiosa selezione di opere dal Medioevo al Rinascimento. Con Selectae Opere scelte tra Medioevo e Rinascimento vogliamo rinnovare - sottolinea Rosalia Fornaro dell’Antichità all’Oratorio - l’appuntamento annuale con collezionisti, mercanti, storici dell’arte, presentando una selezione di opere inedite, diverse tra loro per tipologia, ma che spaziano in un arco temporale ben preciso. Una parte predominante è rappresentata dalla scultura, rispecchiando la specializzazione principale della Galleria: tra le opere esposte hanno infatti grande spicco due rilievi in stucco, uno della Bottega del Ghiberti (Firenze, 1378 ca. – 1455), raffigurante l’abbraccio dolcissimo della Vergine con il Suo Bambino, stretto teneramente al seno, in cui la vivacità del Bimbo contrasta con la rassegnata consapevolezza del volto della Madonna; l’altro è un bassorilievo a stiacciato della Bottega di Antonio Rossellino (Settignano, 1427/28 – Firenze, 1479), che si caratterizza, oltre che per l’eleganza formale della rinascimentale Madonna, anche per la ricchezza del decoro della cornice e del fondo azzurro, in cui spicca un’elaborata ghirlanda da cui pende l’insegna di S. Giorgio, opera eseguita probabilmente a Ferrara quando il Rossellino andò a scolpire la tomba del Vescovo Roverella. Non meno importanti - rileva Rosalia Fornaro - sono due sculture lignee: una rarissima Vergine Annunciata di area alpina della prima metà del secolo XIV ed una Madonna con Bambino napoletana scolpita verso il 1470. 




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